A Jolanda di Savoia nasce l’agricoltura del futuro grazie a Società Bonifiche Ferraresi. Intervista all’A.D. Federico Vecchioni

Presenta il progetto dell’agricoltura del futuro, un’agricoltura che coniuga l’investimento della grande Finanza con le tecnologie più avanzate e la convinzione che l’agroalimentare sia davvero settore primario in Italia. A spiegare questo matrimonio fra tradizione e nuova cultura dell’agroalimentare  è Federico Vecchioni, Amministratore delegato di Bonifiche Ferraresi, che ha chiuso da pochi giorni l’acquisto di Società Bonifiche Sarde, 1000 ettari di terreno in Sardegna, da dedicare al biologico; mentre  si è aggiudicata, sempre da pochi giorni, l’ingresso, con una quota del 20%, della Cassa Depositi e Prestiti (attraverso Cdp Equity) nel capitale della Holding. 

La Società Bonifiche Ferraresi, la più grande azienda agricola europea per superficie utilizzata (6500 ettari), unica ad essere quotata in borsa, con un piano industriale di 32 milioni di euro, sta dando vita ad un progetto che potremmo definire avveniristico:  l’agricoltura 4.0, agricoltura del futuro, che porterà a Jolanda di Savoia (dove  Bonifiche ferraresi dispone della sua più vasta superficie di terreno, 4000 ettari, cui vanno ad aggiungersi i 1500 ca della Toscana in prossimità di Arezzo e i 1000 da poco acquistati  in Sardegna)  un campus per l’alta formazione degli agronomi del futuro,  un allevamento modello  di oltre  8300 capi di bestiame a rotazione e dove è già in funzione una riseria di ultimo modello, che ha il compito di realizzare in azienda l’obiettivo di una filiera integrale del riso. “Crediamo in  un’agricoltura di qualità, sostenibile per l’ambiente, sicura per il consumatore: tre valori, conclude Federico Vecchioni, che sono  in sintonia con la filosofia di Coldiretti – cui l’Azienda di Jolanda è associata- che ha creduto da subito al nostro progetto, sostenendolo”.

D.B.

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