Accusa chiede per Tomasi due anni e mezzo

Due anni e mezzo per fatture false e vendite in realtà inesistenti. E’ quanto ha chiesto la pubblica accusa ieri nel corso del processo che vede sul banco degli imputati l’imprenditore di Comacchio, Gianfranco Tomasi e  due dei suoi figli, Massimiliano e Aldo.

La pubblica accusa, rappresentata dal sostituto procuratore, Nicola Proto ha chiesto al giudice, Piera Tassoni, nel corso del rito abbreviato, la condanna in quanto secondo l’accusa Tomasi, attraverso una società la Eurogroup, poi fallita, avrebbe fittizziamente venduto del materiale in realtà mai trasferito e dunque emesso fatture false.

Accuse contestate punto per punto dai legali di Tomasi, Alberto Bova e Filippo Sgubbi.

Il processo è stato rinviato al 20 settembre.

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