Alan Fabbri è il nuovo sindaco di Ferrara: vince al ballottaggio contro Aldo Modonesi – VIDEO


 
urneGli occhi del mondo politico nazionale ieri sera erano rivolti alle roccaforti rosse dell’Emilia, Ferrara fra queste, assieme a Reggio Emilia, a Forlì e a Cesena, fra i capoluoghi di Provincia;  a Copparo e ad Argenta fra i Comuni del territorio ferrarese. A Ferrara e Forlì la vittoria è stata del Centrodestra, a Reggio e a Cesena del Centro sinistra. Anche fra i comuni ferraresi l’esito è stato diversificato:  Argenta resiste per una manciata di voti e resta a sinistra, Copparo passa al centrodestra.
Asciutto, anche se visibilmente emozionato, il ringraziamento agli elettori di Alan Fabbri, eletto sindaco con il 56,77% dei voti, contro il 43,23% di Aldo Modonesi. Fabbri, dopo avere sottolineato la svolta storica del cambio di colore politico della città “e in più in generale, ha ribadito, per la storia politica dell’Emilia Romagna” ha ripetuto quello che ha detto nel corso di tutta la campagna elettorale, vale a dire “Sarò il sindaco di tutti, sarà l’amministrazione di tutti. C’è molto da fare in tema di sicurezza, di lavoro, di politiche sociali. La svolta c’è stata” riconoscendo alla sua squadra fatta di 5 liste l’onore e l’orgoglio di un successo collettivo.

Al suo fianco Vittorio Sgarbi ha rivendicato, proprio nell’intervista a Telestense il merito di avere fatto da apripista alla sconfitta del centrosinistra ferrarese, contestando già un anno fa il progetto di ampliamento di Palazzo dei Diamanti , da lui definito “il nostro Pantheon ferrarese”.

Ma a ben guardare la vittoria di Fabbri poteva dirsi una vittoria annunciata. Il candidato leghista già al primo turno aveva conquistato con le cinque liste della coalizione di Centrodestra il 48.34 %, e più per scaramanzia che altro nessuno dei suoi si diceva certo del risultato del ballottaggio.
Ma se ci si volta un attimo indietro, si poteva intuire che la discesa in campo di Fabbri aveva un significato preciso, cioè prendersi quel successo contro la sinistra che ha segnato la sua carriera politica ed elettorale, da quando nel 2009 strappo al candidato di sinistra al Ballottaggio il Comune di Bondeno. Da allora Fabbri ha iniziato una carriera politica fatta di successi , nel 2014 di nuovo sindaco di bondeno, poi a novembre dello stesso anno sfidante di Bonaccini alla guida della regione rossa per antonomasia. Fabbri non vinse, ma ottenne un 29 , 85% a fronte del 49.9% di Bonaccini in una regione in cui per la prima volta il vero vincitore era il partito dell’astensione.

Con Fabbri la Lega ottenne il sorpasso su Forza Italia , un risultato clamoroso che forse fin da allora ha messo un’ipoteca su Ferrara.
Fabbri, iscritto alla Lega Nord a 18 anni, ha una carriera leghista alle spalle fatta non solo di gavetta, ma di scontri elettorali contro la sinistra, che ha sempre vinto, tranne che nel 2014, come dicevamo, quando non ha superato il Pd , ma ha segnato un goal inatteso contro l’alleato “gigante” del Centrodestra.
Ad aiutarlo certamente il partito dell’astensione, che anche in queste elezioni gli ha dato una mano importante.
Ma il distacco di Ferrara dal cordone ombelicale, che in questi 69 anni l’ha tenuta  unita al  blocco dei partiti della Sinistra, prima, del Centrosinistra poi, è maturato negli eventi che hanno portato alle politiche del 4 marzo scorso, dove il ministro Dario Franceschini, ferrarese doc, una lunga carriera politica alle spalle prima nella sinistra DC, poi nel PD,  è stato platealmente  surclassato dall’allora sconosciuta candidata del Centrodestra,  avvocato Maura Tomasi.  Un risultato che,  a fronte di un rinnovato ritorno alle urne, circa l’80% degli elettori, aveva mostrato   un misto di rabbia,  disaffezione e  voglia di cambiamento nell’elettorato.

Senza contare il campanello d’allarme della vittoria del “no” , seppure di stretta misura,  al  referendum costituzionale del 4 dicembre 2017, dove  a fronte di un’affluenza di oltre il 76% di votanti il no  vinceva con un 50.6% di voti, contro il 49.4% di “si”.

Il successo di Fabbri sembra, in questa ottica,  avere due componenti ricorrenti: da un lato la debolezza dell’avversario, è innegabile che l’elettorato di sinistra, deluso, si rifiuta di andare alle urne, proprio quando sarebbe determinante una presenza massiccia e una unità senza cedimenti, dall’altro lato il personaggio di Fabbri, che si presenta in un indovinato mix di durezza leghista, ieri in salsa bossiana, oggi versione salvini, e di mitezza.
E proprio su questi modi da bravo ragazzo, mite, sorridente, il neoeletto sindaco ha spinto a fondo l’acceleratore in questa campagna elettorale che gli ha dato l’alloro su una città, roccaforte storica, ma troppo stanca e delusa dalla sinistra e dal centrosinistra.

One Comment

  1. Ora portare Ferrara al Rinascimento culturale e politico

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