Appaltopoli, parlano i legali di Eurotech

“La sentenza del processo più conosciuto come “Appaltopoli” ha accolto in pieno tutte le nostre argomentazioni” scrivono in una nota stampa gli avvocati Claudio Maruzzi e Pasquale Longobucco, legali di Umberto Baraldi della Eurotech srl, uno degli imprenditori accusati di aver fatto cartello per spartirsi gli appalti del Comune di Ferrara e poi prosciolto in primo grado, nel corso del processo davanti al Tribuale di Ferrara.

“Ciò che è emerso è la piena correttezza dell’operato della ditta Eurotech srl di Baraldi Umberto – scrivono i legali – che non ha mai turbato nessuna gara, non avendo violato la normativa sugli affidamenti diretti, né ha avuto alcun ruolo in merito ai lavori affidati in cottimo fiduciario, peraltro assegnati a ditte diverse dalla sua”. “Numerose ambiguità– scrivono ancora i legali Maruzzi e Longobucco – emergono invece dalla sentenza quanto al ruolo dell’ing. Maria Amoruso, la quale nutriva motivi di forte irritazione nei confronti del dirigente comunale Pocaterra e di altri dirigenti del Comune, menzionando anche i rapporti personali e professionali intrattenuti con Annunziato Lombardo. “Tanto che – dichiarano i legali – la stessa Amoruso  si era adoperata per far attribuire commesse pubbliche allo stesso Lombardo dopo le difficoltà intercorse con il Comune di Ferrara”. “Proprio per questo – scrivono gli avvocati Eurotech –l’Amoruso era inizialmente indagata, cioè per aver favorito il Lombardo nell’assegnazione di lavori pubblici”. 
“Più volte la sentenza evidenzia la mancanza di riscontri al racconto della Amoruso – aggiungono nella nota – talora anche clamorosa sconfessata, laddove ad esempio afferma che dall’inizio dell’indagine non sono stati più assegnati lavori in affido diretto, mentre abbiamo prodotto le prove documentali del contrario quanto alla ditta di Umberto Baraldi”.

Gli avvocati poi precisano che : in primo luogo la sentenza ha assolto Baraldi e altri perché il fatto non sussiste, sancendo pertanto che la turbativa d’asta non è stata in alcun modo dimostrata. Secondo, nella sentenza viene affermato chiaramente che Pocaterra, assegnando quei lavori con quelle modalità, ha agito per un interesse pubblico e che gli imprenditori non hanno conseguito alcun ingiusto profitto. Terza osservazione: “La sentenza – spiegano ancora i legali – evidenzia i rapporti personali e professionali tra l’Amoruso e Lombardo e tra la stessa e i colleghi del Comune, relazioni assai significative che le difese hanno doverosamente fatto emergere al processo”.

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