Architetti: protocollo etico post terremoto
Redazione | ago 02, 2012 | Commenti 1
Nasce il protocollo etico degli architetti emiliano romagnoli per la ricostruzione del dopo terremoto. Persegue tre obiettivi principali: aiutare i cittadini a basso reddito, controllare l’equità dell’attribuzione degli incarichi e dei compensi, evitare che si speculi sul terremoto. “Abbiamo voluto creare la figura di un architetto d’ufficio , dice il presidente dell’ordine di Ferrara, per aiutare concretamente i cittadini a basso reddito”.
Presentato questa mattina a S.Agostino, alla presenza del sindaco Fabrizio Toselli, il protocollo etico per la ricostruzione nei luoghi colpiti dal terremoto. Redatto dagli ordini degli architetti di otto province dell’Emilia Romagna ( Ravenna è fuori) il documento è stato approvato dal Consiglio nazionale degli architetti, che ne condividono le finalità, in primo luogo mettendo in primo piano il valore delle persone, indipendentemente dal reddito.
Chi aderirà al protocollo, si impegna, infatti, ad accettare incarichi a costo zero per i cittadini che abbiano subito danni alla casa, ma si trovino in difficoltà economiche. Incarichi che saranno assegnati a rotazione dai rispettivi ordini provinciali su segnalazione dei sindaci. In questo modo dicono i Presidenti degli ordini di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, gli architetti confermano il loro ruolo di garanzia e di tutela del bene collettivo, augurandosi di condividere il documento con altri ordini coinvolti nella ricostruzione, dai geometri agli ingegneri, ai costruttori, alle associazioni dei consumatori. Fra gli impegni del protocollo anche quello di rinunciare ad incarichi relativi ad edifici per i quali siano state svolte durante la fase di emergenza, che ha visto in prima linea 149 architetti, formati ad hoc nel corso di questi mesi per iniziativa degli architetti che collaborano con la protezione civile regionale. Per il sindaco di S. Agostino, Fabrizio Toselli, un segnale importante in sintonia con la volontà della regione di istituire un esempio e un metodo nuovi per il Paese sia nella gestione dell’emergenza, che in quella della ricostruzione. Diverso il discorso sulle tariffe, “il decreto sulla liberalizzazione le ha tolte, dice il presidente dell’ordine di Reggio Emilia, anche se a farle era il governo, non certo gli ordini, noi, quindi, non possiamo contravvenire alla legge. Controlleremo, tuttavia la congruenza fra i singoli preventivi e progetti e l’esecuzione concreta dei lavori.
Prezzi di riferimento, saranno invece decisi dalla commissione regionale per le imprese edili, anche qui, dice il sindaco Toselli, il primo messaggio, è dire no a qualsiasi forma di speculazione”.
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Quante chiacchere, mio Dio , con tutto quel che c’e’ da fare