Archiviazione Feola, replica della Cgil: “Continueremo ad agire a garanzia della salute pubblica”

Replica da parte della Cgil di Ferrara dopo la notizia di archiviazione da parte del Tribunale di Ferrara sulla vicenda del comandante dei carabinieri di Copparo denunciato dal sindacato di Piazza Verdi. Ecco il comunicato a firma del segretario della Cgil di Ferrara, Cristiano Zagatti e del segretario della Funzione Pubblica FP-Cgil, Natale Vitali

“Apprendiamo dagli organi di informazione, e non dalla notifica dell’atto, l’archiviazione del “caso Feola”. Assistiamo all’enfasi delle dichiarazioni del difensore Avv. Lovison sulla restituzione della piena dignità ridata al Maggiore. Leggiamo che “il clamore mediatico lo ha danneggiato” e pertanto aspettiamo la reazione conseguente.

“Le dichiarazioni pubbliche del difensore sembrano la lettura di un fascicolo differente da quanto scritto dalla Giudice che ci ha riportato l’Avv. Anselmo rispetto al comportamento inadeguato e la condotta biasimevole disciplinarmente del Feola, tanto da aver costretto il Comandante provinciale dell’Arma a garantire ai vertici dell’AUSL che simili comportamenti non sarebbero mai più accaduti.

“Ora aspettiamo lo studio attento degli atti per capire lo spazio di azione ma il messaggio pubblico che non può passare in secondo piano è che come CGIL abbiano agito per un interesse collettivo a garanzia della salute pubblica, di un singolo e di tutti i cittadini che per ore sono stati privati del servizio del 118 (fatto che sembra non essere stato oggetto d’interesse dei PM); che abbiamo e continueremo a difendere la dignità di quei professionisti sanitari onesti e meritevoli come quella dei carabinieri corretti, professionali che difendono l’onore dell’Arma e che loro mal grado sono stati coinvolti nella vicenda.

“Non può affermarsi l’idea nell’opinione pubblica ci sia una “vittima” senza alcuna grave responsabilità disciplinare.

“Da ultimo ringraziamo la Procura di Ferrara per l’importanza data alla vicenda, di sicuro rilievo pubblico che in pieno lockdown ha destinato addirittura ben tre PM alle indagini.

“Dalla politica ci aspettiamo meno “tifo” e più serietà: dovrebbe essere loro dovere leggere, studiare, approfondire prima di esprimersi così da dimostrare un minimo interesse per il bene comune, per il bene collettivo”.

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