Insieme per far risplendere una delle opere più importanti del ‘600 ferrarese – VIDEO

Presentata questa mattina alla stampa l’attività di analisi e di restauro dell’Incoronazione della Vergine di Carlo Bononi in Santa Maria in Vado.

Una delle opere più importanti dell’artista ferrarese del ‘600 a cui sarà dedicata la mostra di autunno a palazzo dei Diamanti.

Un accordo a cinque per il recupero e la valorizzazione della tela di Carlo Bononi raffigurante l’Incoronazione della Vergine conservata in Santa Maria in Vado ma seriamente danneggiata da topi e piccioni, nonché dal sisma del 2012.

 

 

A sottoscriverlo sono il CIAS dell’Università di Ferrara, la Parrocchia di Santa Maria in Vado, il Consorzio Futuro in Ricerca, il Comune di Ferrara (con i suoi Musei di Arte Antica) e la Fondazione Ferrara Arte. Tutti determinati a riportare all’originale splendore l’opera realizzata intorno al 1617 e appartenente a quel ciclo di tele che impreziosisce il soffitto della chiesa di Santa Maria in Vado.

Al recupero dell’opera seguirà la valorizzazione: ed è qui che nasce il secondo accordo richiamato in apertura e che mira a collegare il restauro alla mostra dedicata a Carlo Bononi, la prima monografica mai realizzata sull’artista, che sarà allestita a Palazzo dei Diamanti dal 14 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018 a cura di Giovanni Sassu e Francesca Cappelletti. L’intento è quello di creare attività di informazione e divulgazione dei lavori in corso, coinvolgendo anche istituti superiori cittadini, testate giornalistiche, social media e web. A conclusione dell’intervento, infine, è prevista la presentazione al pubblico e alla stampa dell’attività svolta attraverso una piccola mostra ospitata all’interno della chiesa, da settembre 2017, che sarà collegata in contemporanea alla monografica su Bononi a Palazzo dei Diamanti.

L’intervento che verrà realizzato sulla tela coinvolge in modo significativo anche CIAS (Centro Ricerche Inquinamento Fisico Chimico Microbiologico Ambienti Alta Sterilità di Unife) che, come ha spiegato il responsabile scientifico Sante Mazzacane, utilizzerà un approccio multidisciplinare per analizzare la tela, i suoi componenti, eventuali microorganismi, e i colori. Il tutto in totale sinergia con il restauratore, Fabio Bevilacqua, che ci ha spiegato quali sono le maggiori criticità che il quadro presenta.

LA SCHEDA (a cura del Servizio Musei d’Arte Antica e Storico-Scientifici del Comune di Ferrara)

Presentazione delle attività di analisi e di restauro dell’Incoronazione della Vergine di Carlo Bononi in Santa Maria in Vado. Un accordo a cinque per il recupero e la valorizzazione della tela di Carlo Bononi raffigurante l’Incoronazione della Vergine conservata in Santa Maria in Vado.

A sottoscriverlo sono il CIAS (Centro Ricerche Inquinamento Fisico Chimico Microbiologico Ambienti Alta Sterilità) dell’Università di Ferrara, la Parrocchia dell’Annunciazione di Santa Maria in Vado, il Consorzio Futuro in Ricerca, il Comune di Ferrara (con i suoi Musei di Arte Antica) e la Fondazione Ferrara Arte. Tutti determinati a riportare all’originale splendore l’opera realizzata intorno al 1617 e appartenente a quel ciclo di tele che impreziosisce il soffitto della chiesa di Santa Maria in Vado e che, «per significati e dimensioni, – si legge nel testo dell’accordo – si presenta come il più grande capolavoro del Bononi e del Seicento a Ferrara».

Rimossa dalla sua abituale collocazione a causa di un serio rischio statico dopo il sisma del 2012, l’opera ha rivelato uno stato di conservazione decisamente drammatico a causa dei danni inferti alla tela dall’azione combinata di volatili, topi, insetti e attacchi microbiologici.

 

 

Un primo intervento finalizzato a fermare l’avanzamento del degrado è stato eseguito nel 2013, in attesa di un complessivo e risolutivo intervento di restauro. Dopo quattro anni questo momento è finalmente arrivato grazie al finanziamento messo a disposizione dal CIAS e dal Consorzio Futuro in Ricerca e all’accordo sottoscritto nei mesi scorsi con la Parrocchia di Santa Maria in Vado. Tale collaborazione prevede l’Alta Sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Bologna e la cura del restauro da parte di Fabio Bevilacqua, uno dei più noti e apprezzati professionisti del settore in Emilia e non solo. Contestualmente al restauro il CIAS condurrà attività di laboratorio finalizzate alla messa a punto di innovative tecniche di decontaminazione microbiologica di manufatti artistici e allo studio delle caratteristiche fisico chimiche della paletta pittorica e dei pigmenti utilizzati per il dipinto. Sia il restauro pittorico che una parte delle indagini scientifiche saranno effettuate in un cantiere già approntato nella Chiesa di Santa Maria in Vado, allo scopo di rendere visibili al pubblico le attività in itinere.

Al recupero dell’opera seguirà la valorizzazione: ed è qui che nasce il secondo accordo richiamato in apertura e che mira a collegare il restauro alla mostra dedicata a Carlo Bononi, la prima monografica mai realizzata sull’artista, che sarà allestita a Palazzo dei Diamanti dal 14 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018 a cura di Giovanni Sassu e Francesca Cappelletti. Oltre all’esecuzione dell’intervento conservativo, infatti, la sinergia tra i vari protagonisti mira a creare attività di informazione e divulgazione dei lavori in corso, documentarne i progressivi avanzamenti e i significati storico-artistici attraverso attività didattiche rivolte in particolare agli istituti superiori cittadini, il coinvolgimento di testate giornalistiche, social media e web. A conclusione dell’intervento, infine, è prevista la presentazione al pubblico e alla stampa dell’attività svolta attraverso una piccola mostra ospitata all’interno della chiesa (da settembre 2017) che sarà collegata in contemporanea alla monografica su Bononi a Palazzo dei Diamanti (fino a gennaio 2018).

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