Attraversare il ‘900 con una Olivetti MP1 rossa.

E’ una storia tutta al femminile quella che Desy Icardi racconta nel suo ultimo libro, intitolato “La ragazza con la macchina da scrivere”, un romanzo che ha come protagonista una diciassettenne di buona famiglia della provincia di Torino, che affronta i drammi del ‘900 e della sua vita munita di una Olivetti MP1 color rosso fiamma: una sorta di correlativo oggettivo della salda coscienza morale della ragazza e insieme segno della sua appartenenza ad una incipiente modernità.

Il romanzo ci mette subito di fronte ad una elegante signora di settant’anni, una donna ancora affascinante, minuscola, dai capelli bianchi, collezionista di memorie altrui attraverso gli oggetti di modernariato della sua “Bottega dei ricordi”. Dalia, questo il nome della protagonista racconta come in trance il suo passato, spinta dell’attrazione che esercitano su di lei i tasti della sua macchina da scrivere.
Scrive la storia della sua giovinezza per riacciuffare i ricordi scomparsi dei due mesi che hanno preceduto il suo improvviso ictus, una cesura minuscola, che ha scisso in modo irreparabile il fil rouge della sua vita.
La scrittura per la protagonista è la strategia adottata per recuperare l’identità perduta, per l’autrice è lo stratagemma creato ad arte per tenere insieme i due piani temporali del racconto, il presente e la memoria del passato.

L’esile trama del libro è illuminata dalla comparsa di personaggi-tipo che fanno pensare ai personaggi individuati da Vladimir Propp nel suo classico saggio“Morfologia della fiaba”. Tutti hanno un ruolo determinante nel percorso di formazione della protagonista, ma alcuni si riveleranno – come l’avvocato torinese, il giovane amico-innamorato-da-sempre, Ester, l’amica ebrea miracolosamente scampata alla furia delle leggi razziali- dei veri angeli protettori, altri, seppure loro malgrado, assumono il ruolo di antagonisti, come il padre, sognatore inguaribile di una agiatezza perduta e il marito, scrittore ed eroe dello squadrismo fascista.

Desy Icardi sa ricostruire atmosfere e ambienti di un secolo che pur appartenendo ad un recente passato, sembrano lontanissimi dalla contemporaneità, ci attraggono, perché ci aiutano a misurare la distanza dal nostro passato prodotta nell’arco di pochi decenni dal ritmo frenetico della storia nell’era della postmodernità e della tecnologia digitale .
La ragazza con la macchina da scrivere è un elogio della scrittura come strumento della memoria, “senza la quale – scrive l’autrice – ogni cosa perde di valore e di utilità”.

La ragazza con la macchina da scrivere, Desy Icardi, Fazi Editore.

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