Day Surgery sotto inchiesta

Alla proprietà del Ferrara Day Surgery l’unico atto ufficiale che risulta è un recesso da parte dell’amministrazione provinciale da un contratto che prevedeva che la stessa clinica privata eseguisse ogni anno, per conto della Provincia, il servizio di sorveglianza sanitaria sui luoghi di lavoro.

Lo affermano i legali di uno studio ferrarese che attualmente rappresenta la proprietà del Ferrara Day Surgery, la clinica che sarebbe stata colpita da un’interdittiva antimafia emessa dal prefetto di Ferrara.

Un atto tecnico che di fatto pone sulla clinica, ubicata in zona Krasnodar, il sospetto di avere rapporti con la mafia.

La clinica appartiene a una famiglia calabrese, Maria Antonietta Scriva e il marito Giuseppe Gligora, l’amministratore della clinica privata estense che da anni lavora in convenzione con l’Asl, dopo aver ottenuto un accreditamento regionale.

L’atto del prefetto, che sarebbe stato emesso pochi giorni fa, seguirebbe un atto analogo emesso dalla prefettura di Reggio Calabria. La famiglia Gligora possiede infatti a Bianco, un comune del reggino, un’altra clinica.

L’emissione dell’interdittiva antimafia ha fatto cadere automaticamente tutti i contratti che la clinica ha in essere con gli enti pubblici locali.

La Day Surgery, rilevata nel dicembre 2008 dalla Cmr, coop edile di Filo di Argenta diretta da Bruno Caravita poi finita con i libri contabili in tribunale, aveva ottenuto l’accreditamento regionale: questo le permise di operare per conto della sanità pubblica emiliano romagnola.

“Al momento non ci risulta nessun provvedimento antimafia e nessuna indagine sui nostri assistiti” affermano i legali della proprietà della clinica, che annunciano di aver già fatto ricorso al Tar per il recesso dell’amministrazione provinciale.

“Nonostante si tratti di un contratto marginale per il volume d’affari dell’azienda, abbiamo già impugnato il provvedimento deciso dall’amministrazione in Castello” aggiungono i legali che annunciano anche l’intenzione di impugnare l’atto prefettizio. Il futuro della clinica infatti in queste ore è molto incerto.

Il provvedimento antimafia bloccando di fatto l’attività della clinica potrebbe avere due conseguenze: una sul personale della clinica, trenata i medici professionisti che ci lavorano più altri 25 dipendenti. La seconda conseguenza invece potrebbe essere legata alle prestazioni sanitarie che sono state prenotate nella clinica. “Nonostante il nostro immediato recesso – afferma il direttore dell’Azienda Usl, Paolo Saltari – abbiamo deciso di andare avanti con le prenotazioni da eseguirsi nella clinica fino al 15 di novembre affinché si possa contenere il disagio che dovrebbe riguardare oltre 200 persone”. “Cittadini che saranno tutti avvisati per tempo” chiude Saltari.

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One Comment

  1. per una volta che funziona qualcosa! roba da matti!!

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