Autonomia Regioni: Governo si divide aulla scuola. Bonaccini “Noi non vogliamo docenti regionali, ma una scuola pubblica nazionale e forte”.

Quello che non entra dalla porta può entrare dalla finestra. E’ quello che pensa chi critica la legge sull’autonomia differenziata di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna: secondo costoro, infatti,  le richieste avanzate dalle tre regioni creerebbero un vero e proprio solco fra Nord e Sud del Paese.
Ieri in Consiglio dei ministri è esploso il dibattito sulla questione “Scuola” che il Ministro leghista Bussetti vorrebbe assolutamente in versione “regionale”, con assunzioni, stipendi, graduatorie tutte appannaggio delle regioni.

Scuole di serie A nelle regioni ricche, di serie B nelle regioni più in difficoltà, più che la promozione di un maggiore dinamismo culturale e didattico.

Lunedì sera a Palazzo Chigi è stato l’articolo 12 dello schema della riforma, dedicato all’assunzione diretta dei docenti e ai concorsi regionali a creare una spaccatura fra M5S, che non vuole ingiuste differenze e Lega.

Il Presidente Bonaccini nega che l’Emilia Romagna pretenda di rendere regionale l’assunzione dei docenti e aggiunge, “…la ns. Regione non chiede nemmeno di assorbire l’ufficio scolastico regionale”. “La nostra proposta – prosegue – è molto diversa da quelle di Veneto e Lombardia e mira, invece, a rafforzare la collaborazione tra Regione e Miur, in particolare sul fronte della programmazione degli organici e dell’edilizia scolastica, cose estremamente importanti ma che nulla hanno a che vedere con l’assunzione degli insegnanti e la regionalizzazione della scuola. Come Emilia-Romagna siamo infatti convinti che l’istruzione debba essere un’architrave nazionale della cittadinanza. E pensiamo che di una scuola pubblica, nazionale e forte, la società di oggi ne abbia bisogno oggi forse più di ieri”.

Intanto Salvini annuncia un  nuovo vertice del Governo per giovedì.

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