Azzerati “Amici della Carife” scrivono al Ministro dell’Economia

Dove è finito il decreto sugli indennizzi agli azzerati delle banche tra cui Carife? Se lo chiede Marco Cappellari, presidente di Amici della Carife, che ha scritto al Ministro dell’Economia, Tria.

“32 mila risparmiatori azzerati della Cassa di Risparmio di Ferrara non possono più attendere, tante famiglie avrebbero necessità di una risposta rapidissima sugli indennizzi promessi dal Governo”.

Così, Marco Cappellari, presidente Amici della Carife, conclude la lettera inviata giovedì al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, dopo le dichiarazioni rilasciate da quest’ultimo nei giorni scorsi.

“Il bail-in, cioè il salvataggio di un istituto finanziario sull’orlo del fallimento facendo ricadere le perdite sui suoi obbligazionisti e correntisti, come accaduto a Carife, sarebbe stato imposto dalla Germania al Governo Letta in cambio di flessibilità sullo spread”. Questa la frase del Ministro Tria contro cui puntano il dito gli azzerati degli Amici della Carife che si dicono molto preoccupati.

Il motivo principale? Il forte ritardo dell’uscita del decreto applicativo sugli indennizzi lungamente discusso e concertato, e promesso dai vicepremier Salvini e Di Maio entro metà febbraio, sottolinea Cappellari. Il quale poi ricorda a Tria come da luglio 2018 fino a febbraio scorso, Amici Carife ha presenziato per sei volte a tutti i tavoli dei risparmiatori azzerati convocati a Roma dai sottosegretari Villarosa e Bitonci.

Infine, per Cappellari, nessuno avrebbe mai spiegato ai ferraresi il motivo per cui la banca di Ferrara, pur avendo un piano di salvataggio di Banca d’Italia approvato dall’assemblea degli azionisti il 30 luglio 2015, sia poi finita nel “decreto salvabanche” dell’allora Governo Renzi. Continua così, anche a suon di lettere, la battaglia degli azzerati per avere i risparmi scomparsi più di tre anni e mezzo fa.

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