“Beati Chi?”: 5 mila km in bici raccontati da Dario Nardi

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Sabato 28 aprile alle 17.30, presso la parrocchia “Natività di Maria” di Bondeno, si terrà “Beati Chi”, un appuntamento che si rinnova ogni anno, dove si incontrano e si condividono storie con persone che hanno vissuto esperienze importanti.

Quest’anno, ospite sarà il biologo marino Dario Nardi che ha attraversato da solo, per 5000 km, il Sud-America in bicicletta, per documentare l’inquinamento plastico sulle coste. Ce ne ha parlato uno degli organizzatori della manifestazione Stefano Gamberini.

Comunicato a cura degli organizzatori

Torna “Beati chi?”, con l’impresa di Dario Nardi. «5 mila km in sella ad una bici di bambù, inseguendo la plastica nel pacifico»

«5000 Km in bici, inseguendo la plastica nel Pacifico». Un’impresa “nell’impresa”, insomma, quella che verrà presentata sabato 28 aprile (ore 17,30) alla sala 2000, nel contesto degli incontri di

“Beati chi?” e che ben si collega all’attualità, a pochi giorni dalla giornata mondiale della Terra. Giornata servita anche quest’anno per fare tristemente il punto sullo sfruttamento indiscriminato del pianeta, ma anche sull’emergenza dovuta alla quantità di plastica che sommerge ormai la Terra.

beati chi_28 aprile_WEBIn particolare, nei mari, dove i polimeri finiscono per infestare la flora e la fauna marina, entrando prepotentemente anche nella catena alimentare dell’uomo. “Beati chi?”, l’evento promosso dalla parrocchia Natività di Maria, con il patrocinio del Comune, continua a dare voce agli ultimi ed a coloro che generalmente sono lontani dal riflettori, pur compiendo imprese straordinarie. La storia del biologo marino Dario Nardi è a metà tra il documento di denuncia agli abusi compiuti sul pianeta e il viaggio avventuroso.

Con la sua bici di bambù (realizzata appositamente per rimarcare il problema della plastica) ha percorso in sei mesi circa 5mila chilometri, andando dalle coste marocchine, a quelle messicane, passando per Panama, il Nicaragua e le coste australiane. Il motivo della scelta dell’itinerario è chiaro: «l’oceano Pacifico – rivela Nardi – è sicuramente il più colpito dall’inquinamento plastico e le motivazioni sono logiche se pensiamo alla geografia dei Paesi che vi si affacciano, fra cui i due più inquinanti: gli Stati Uniti e la Cina. Sempre qui si concentrano i due vortici peggiori di plastica riscontrati nelle acque del pianeta, per via delle correnti».

Non sta meglio il Mediterraneo, secondo il biologo ferrarese, che è uno dei mari più inquinati per via del fatto che non vi è la speranza che le correnti allontanino gli inquinanti, avendo come unico sbocco Gibilterra. Nardi è rientrato a gennaio dal suo viaggio e sarà a Bondeno, sabato pomeriggio, per un confronto e un’analisi di quello che è possibile fare, per salvare il pianeta. Un tema, ricordano gli organizzatori, già cominciato con “Beati chi?”, che ha ospitato don Albino Bizzotto, intervenuto sul tema dello sfruttamento del territorio e sulla cementificazione selvaggia.

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