Brave Dreams: dalla ricerca al modello assistenziale. Un passaggio atteso da molti pazienti – INT. prof. Zamboni

Direttore del Centro di Medicina vascolare e ordinario di Chirurgia Vascolare presso l’Università di Ferrara, il prof. Paolo Zamboni, di ritorno da un meeting internazionale di Chirurgia Vascolare a New York, ci racconta, in questo nuovo appuntamento con le interviste di A tu per tu, le novità che riguardano la sperimentazione di Brave Dreams, un progetto di ricerca sviluppato negli ultimi 13 anni sull’intreccio fra Insufficienza venosa cronica cerebro-spinale e Sclerosi multipla.

Un progetto che, grazie anche allo studio promosso e finanziato dalla Regione Emilia Romagna, potrebbe tradursi in un modello assistenziale all’interno di due centri ospedalieri della Regione.

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6 Commenti

  1. Sarebbe fondamentale per il benessere dei pazienti che il percorso terapeutico fosse disponibile all’interno delle strutture pubbliche. La sclerosi multipla è una malattia altamente invalidante per la mente e per il corpo, non stiamo parlando di ritocchi estetici…!!!

  2. Filippo ficarella says:

    Io sono affetto da SM secondaria progressiva che si è trasforma da qualche mese R R ,ho 59 anni e peggiorata e definita dal 2008,cerco di contattarvi ma senza esito ,Vorrei sapere come poter farlo e avere un contatto con il Prof Zamboni o sostituto che mi possa dare dritte x accedere alla Vs clinica o centro. Spero di essere interpellato anche a telefono allego il mio numero 338 7473893 grazie

  3. Desi Bonotto says:

    Sono malata di SM dal Gennaio 2000,
    Sono già alla mia terza PTA eseguita in Centro Privato, regolarmente seguita da centro SM Bologna.
    Resto malata di Sclerosi ma tuttora sono deambulante, autonoma e a parere del mio Neurologo non necessito di farmaci specifici per SM.
    Qualche screziatura ogni tanto ( magari d’estate) ma un percorso TUTTO IN SSN potrebbe non restare solo un SOGNO MERAVIGLIOSO con centri SM collaboranti ( come nel caso ben descritto del Piede Diabetico) e dialoganti ( ove ovviamente ci siamo situazioni circolatorie che rispondono con esito positivo alla PTA) penso sia un auspicio che tutti i malati che rientrano in questi criteri da ormai anni si AUSPICHEREBBERO. Che ovviamente non vuole sostituirsi ai farmaci SM ove necessari, il Neurologo è sempre il “regista” della malattia, ma un percorso di dialogo tra Neurologi e operatori Chirurghi Vascolari o Radiologi Interventisti tutto in SSN ritengo resti sempre la “normale aspettativa” di qualsiasi malato nel “ normale mondo perfetto che tutti noi ci auspichiamo” sempre.

  4. Gildo Jurkovic says:

    Bravissimo, che meraviglia, ottenere un percorso terapeutico nelle strutture pubbliche. Sarebbe ora…
    Grazie Prof. Zamboni 🙂

    Mi chiamo Gildo Jurkovic, e sono di Torino. Sono un malato di SM, diagnosticata come malattia demielinizzante a marzo 2000, e poi come sclerosi multipla nel 2004 quando stava volgendo da RR a secondaria progressiva. Ho molta fiducia che la strada individuata da Zamboni, Salvi e collaboratori sia quella giusta e mi piace molto questa possibilità per noi malati di trovare un percorso terapeutico nelle strutture pubbliche, ci spero davvero!
    Aggiungo che mi piace talvolta scrivere su Facebook, per discutere talvolta di ccsvi.
    Un caloroso saluto 🙂
    Gildo Jurkovic

  5. Ora che la scienza ha dimostrato l’efficacia della cura della ccsvi nella sclerosi multipla per chi risponde alla pta, diventa urgentissimo valutarla nel percorso terapeutico dei pazienti SM! I malati lo attendono da oltre 10 anni!

  6. La Ricerca sulla CCSVI è la strada giusta, ciò che da circa 10 anni continua a dare risultati concreti nonostante ci sia ancora tanto da approfondire.
    Parlo da paziente ed in qualità di presidente di una Onlus, pertanto a testimonianza di tanti pazienti come me: la cura della CCSVI, finché dura, ti fa sentire in alcuni casi una persona normodotata(a me è successo per 8 magnifici anni), in altri ti dona comunque una qualità di vita di cui era rimasto solo un lontano ricordo. Tutto alla modica cifra di un’angioplastica venosa.
    Abbiamo il diritto di vivere con dignità e se gli effetti collaterali oltre che il prezzo sono indicibilmente inferiori rispetto quelli delle attuali terapie farmacologiche, tra l’altro palliative, allora il problema di tanto ostracismo non può essere l’efficacia del trattamento; Questa scusa non funziona più e da tempo! Non si può continuare ad offendere l’intelligenza oltre che la condizione di pazienti e familiari!

    Lasciate lavorare i Ricercatori ed i medici di buona volontà!

    C.C.

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