L’anno nero di Carife

carifeIl 2017 delle banche è cominciato, per la verità, alle 16.30 del 31 dicembre 2016, quando fu raggiunto l’accordo, tra le rappresentanze sindacali e i vertici della nuova Carife, per l’uscita dalla banca ferrarese di 350 dipendenti, attraverso forme di prepensionamento o di incentivi all’esodo gestiti con il fondo di solidarietà dei bancari.

La firma dell’accordo sindacale, di fatto, rimuove ogni residuo ostacolo all’acquisizione di Nuova Carife da parte di BPER Banca, la Banca Popolare dell’Emilia Romagna con sede a Modena.

L’amministratore delegato di BPER Banca, Vandelli, firmerà il contratto di acquisto nella tarda serata del primo marzo. Costo dell’acquisizione: 1 euro. Intanto continua l’odissea di coloro che ci siamo ormai abituati a chiamare azzerati. Piccoli investitori-risparmiatori che hanno perduto i soldi investiti in azioni e obbligazioni subordinate della Vecchia Carife: per gli obbligazionisti il governo ha attivato un fondo per il rimborso forfettario all’80% delle somme perdute: per gli azionisti nulla. Da qui le ripetute proteste di coloro che hanno perduto i propri risparmi: qualcosa di concreto, sul fronte dell’indennizzo agli azionisti si vedrà solo a fine 2017. Nella legge di bilancio è stata inserita l’istituzione del Fondo per il risparmio tradito: c’è una dotazione iniziale di cento milioni di euro; è poco, ma è un inizio.

carifeCerto, non basterà per ristorare gli azionisti azzerati di Carife, delle altre tre banche poste in risoluzione nel 2015, e delle banche venete, (Popolare di Vicenza e Veneto Banca), che nel frattempo sono arrivate anch’esse al capolinea. Il 23 giugno 2017 le due venete vengono dichiarate in dissesto dalla Banca Centrale europea, tre giorni dopo il governo le pone in liquidazione coatta. I comitati dei risparmiatori azzerati ormai organizzano manifestazioni e prese di posizione comuni, a Roma e non solo.

Resta la bruciante sensazione di essere stati trattati ingiustamente anche dallo Stato, che ha azzerato Carife e le altre, ed ha invece varato, negli ultimi giorni del 2016, un piano di salvataggio da venti miliardi per un’altra banca in gravissima crisi, il Monte dei Paschi di Siena. Due pesi e due misure, sentiremo ripetere, non a torto, per tutto il 2017. Degli azzerati Carife si occupa anche il Vescovo di Ferrara Comacchio Monsignor Perego: in agosto, poco dopo il proprio ingresso a Ferrara, incontra gli azzerati e parla di “vergognosa e superficiale operazione finanziaria condotta senza alcun senso di responsabilità”: un concetto che tornerà nella Messa celebrata in ottobre da Vicario generale Manservigi, e a Natale, nel messaggio del vescovo ai fedeli della Diocesi.

carife tribunaleIntanto in ottobre comincia, con l’udienza preliminare, il processo Carife: 12 gli imputati, tra cui l’ex presidente Lenzi e l’ex direttore generale Forin, e 1500 parti civili. Si entrerà nel vivo del dibattimento in giugno 2018: obiettivo, chiarire cosa accadde in occasione dell’aumento di caopitale del 20112, che in un certo senso aprì la strada al commissariamento di Carife e al suo successivo – chiamiamolo così – azzeramento. Il 20 novembre, le insegna vengono tolte da tutte le filiali: il passaggio della banca ferrarese nel gruppo Bper si è definitivamente compiuto. Non mancheranno disagi e intoppi di natura tecnica.

A Roma, proseguono i lavori della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario presieduta da Pierferdinando Casini. I lavori erano cominciati a fine settembre: il 16 dicembre, il Presidente del Fondo interbancario di tutela dei depositi Maccarone fa una rivelazione shock: nel 2015 sarebbero bastati quattro giorni in più per salvare Carife. Il 26 novembre 2015 il Fondo aveva le carte in regola per salvare la banca, che però era già stata risolta il 22, quattro giorni prima.
 
Il video degli Azzerati Carife, in cui si ripercorre il 2017
 

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