Carife, dall’assemblea arriva l’ok al piano esuberi ma con rabbia e sofferenza – VIDEO

Un’assemblea sofferta e a tratti con momenti di rabbia per come – hanno detto i dipendenti – è stata gestita la banca nel tempo.

Oggi pomeriggio a Ferrara Fiere, i dipendenti della Nuova Carife nel corso dell’incontro con i sidnacati, hanno detto sì all’accordo dell’uscita volontaria – incentivata – di 350 persone.

Ora però – dice il sindacato Fabi – serve che il Fondo Interbancario metta le risorse, 58milioni di euro,  necessarie per incentivare chi decide di uscire. I dipendenti di Carife dicono sì al piano esuberi, raggiunto dopo l’accordo fra sindacati della banca e azienda. Ma lo hanno fatto con tanta rabbia e sofferenza per come – hanno detto all’unisono ai rappresentanti di categoria – l’istituo di credito è stato gestito nel tempo.

Così su 650 presenti, oggi all’assemblea tenuta a Ferrara Fiere e che aveva all’ordine del giorno la discussione dell’ipotesi di accordo per incentivare all’uscita 350 persone dalla Nuova Carife affinché Bper la compri, solo in dodici hanno detto no. Un accordo che ora prevede misure ben precise, dice il segretario nazionale del sindacato Fabi, Attilio Granelli (…)

Un accordo che se da un lato prevede l’uscita volontaria di 350 persone, dall’altro però ribadisce Fabi deve prevedere la disposizione dei finanziamenti per consentire a chi se ne vuole andare di uscire con un un fondo affinché possa ricrearsi un’altra opportunità di lavoro. Denaro che deve essere messa a disposizione dal Fondo Interbancario (…) Nel corso dell’assemblea inoltre è emersa l’esigenza di prolungare i termini per le domande di uscita volontarie. Una richiesta che i sindacati faranno all’azienda (…)

Un accordo che era il male minore, anche per First Cisl, che parla per voce di Antonio Spaggiari (…) Ora dunque dovranno partire le richieste volontarie.

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