Carife, ora parte il contatore di chi chiede di andarsene – VIDEO

Non c’è un’altra via che non quella dell’uscita volontaria di almeno trecento persone, fino al 19 di gennaio, ma poi dovranno ancora salire a 350 coloro che dovranno lasciare la Nuova Carife affinché la banca venga comprata da Bper e dunque venga salvata definitivamente.

Dopo un sì sofferto e pieno di rabbia per come la banca è stata gestita nel tempo, i dipendenti, ieri, hanno detto sì al piano di esuberi che i sindacati, tutti, (First – Cisl, Fabi, Fisac Cgil, Uilca, Ugl – Credito) e la direzione della banca hanno abbozzato nei giorni prima della fine del 2016.

Ora insomma, è stato sottolineato a gran voce in assemblea, partirà una sorta di contatore di coloro che decideranno di andarsene volontariamente…

Entro il 19 di gennaio dipendenti verso il pensionamento, circa 94, ma anche tanti giovani che in un posto in Carife avevano riposto il loro futuro, dovranno scegliere se rimanere, e magari essere trasferiti chissà dove, o accettare gli incentivi, c’è chi parla fra i 130 e i 160mila euro, per andarsene e costruirsi così un nuovo futuro. Una decisione non semplice per chi lo può fare e per questo dice il sindacato Fabi si cercherà di allungare il termine che oggi è al 19 di gennaio… Certo è che se entro quella data non arriveranno almeno 300 richieste di uscita volontaria, l’accordo, che prevede la copertura degli incentivi attraverso il Fondo Interbancario e poi l’intervento del Fondo Atlante per chiudere le sofferenze dell’istituto, potrebbe saltare. Uno scenario neanche da prendere in considerazione, dicono i sindacati…

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