Centrale Pontegradella: Rendine accusa Hera

Un fonometro calibrato che pesa ciò che sente un orecchio umano e per dimostrare che sarà impossibile, nel caso in cui entrasse in funzione la centrale geotermica, andare sotto soglie di 50 decibel nella zona di Pontegradella.

E’ lo strumento utilizzato dai tecnici ingegneri del Comitato Vento di Libertà, portavoce il consigliere comunale del Fli, Francesco Rendine. Strumento servito a dimostrare –dice Rendine- come l’analisi predittiva delle soglie del rumore della centrale dichiarate da Hera siano confutabili. Impossibile insomma rispettare i limiti.

In un giorno prefestivo al semplice passaggio di un auto, il fonometro sale ad oltre sessanta decibel. A conferma che, una volta in funzione la centrale, il rumore non rispetterà le soglie da rispettare in una zona mista come quella di via Pontegradella. Intanto la prossima settimana il sindaco Tagliani incontrerà i cittadini che attendono delle risposte.

Il Comune di Ferrara intanto ha chiesto uno studio più approfondito sul rischio sismico, la sospensione della procedura di screening e l’avvio di una Valutazione di impatto ambientale. Hera sarebbe disponibile a cercare nuove aree di perforazione, purché idonee alla geotermia. Con il progetto attuale le trivellazioni dovrebbero scendere di 3km in diagonale.

[flv]http://telestense-view.4me.it/api/xpublisher/resources/weebopublisher/getContentDescriptor?clientId=telestense&contentId=5f699226-9b7c-4fb3-9ccf-8e96caa86d5c&channelType=STREAMHTTPFLASH[/flv]

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


 
138 queries in 1,368 seconds.