Cimice asiatica, gli agricoltori ritornano in piazza

Agrinsieme Ferrara lancia una grande mobilitazione “di filiera”

Agricoltori e frutticultori, in ginocchio per colpa della cimice asiatica sono pronti a ritornare in piazza, a gennaio, per chiedere che il settore primario torni al centro dell’agenda politica italiana ed europea.

Pronti a scendere in piazza a gennaio insieme alle altre province frutticole per chiedere che il settore primario torni al centro dell’agenda politica italiana ed europea.
E’ la mobilitazione che si sta già organizzando a Ferrara che ha l’obbiettivo di riportare in piazza i produttori ferraresi e di coinvolgere le filiere frutticole di tutte le province colpite dai problemi fitosanitari, in primis la cimice asiatica.

“Da Roma non è arrivata nessuna soluzione concreta alla grave crisi di liquidità e risorse delle nostre filiere frutticole, spiega Stefano Calderoni (coordinatore Agrinsieme Ferrara che esprime grande delusione per la mancanza di soluzioni e risposte concrete da parte di Governo e Parlamento, dopo gli incontri, lo scorso 12 dicembre, al ministero delle Politiche Agricole e con i due presidenti delle Commissioni Agricoltura di Senato e Camera dei Deputati.

“Nel Nord Italia e solo per le pere si attestano danni per 267 milioni di euro – continua Calderoni – e una perdita occupazionale in tutto il comparto valutata in oltre 337.000 giornate/uomo (dati CSO Italy). Non è pensabile che 80 milioni di euro in tre anni bastino a risollevare la nostra frutticoltura, che rischia concretamente di sparire. E credo che quella cifra sia l’unica che verrà stanziata, perché è stata posta la fiducia sul maxi emendamento della maggioranza e non c’è spazio per ulteriori provvedimenti.

Nessuna data certa poi per la sospensione dei mutui, dopo la conferenza con Abi (Associazione Bancaria Italiana), tantomeno per il pagamento degli oneri previdenziali che le aziende in crisi continuano a pagare, spiega Agrinsieme che unisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari che esprime anche molta delusione per il mancato interesse da parte dei parlamentari del territorio che, pur conoscendo la situazione non sono intervenuti attivamente, spiega Calderoni.

La mobilitazione di gennaio sarà aperta al mondo agroindustriale, alle cooperative che si sono trovate senza prodotto da trasformare o commercializzare, ai sindacati agricoli, “perché il calo occupazionale e la difficoltà a raggiungere il numero di giornate è un problema grave per l’intero indotto economico del territorio, sottolinea Calderoni e vogliamo dare un segnale forte per dimostrare che il valore inestimabile del settore, non può nuovamente essere sottovalutato”.

One Comment

  1. Daniela Golinelli says:

    Utinam (volesse il cielo!), ma la sera dell’otto agosto u.s. proprio in Confagricoltura Ferrara si dicevano altre cose… Non ci siamo mai uniti al coro del plauso e del tripudio per l’annuncio degli 80 milioni (in 3 anni) per il settore agricolo della Sig.ra Teresa Bellanova, anzi abbiamo subito sostenuto che era un mettere in canzonatura una situazione drammatica: per di più pochi spiccioli erogati attraverso la L. 102/2004; così un settore produttivo strategico per la nostra regione morirà, con la morte di tante aziende agricole lasciate senza mezzi di difesa (divieti) e senza liquidità. Ciò accade perchè? Credo che la laboriosa silenziosa (troppo) categoria degli agricoltori sia inadeguatamente rappresentata da dirigenze omologate al potere economico di turno che non ha una visione economica e che si sono già consegnate a quelle forze politiche nazionali e quei paesi che vogliono la distruzione della nostra economia. Ci hanno distrutto in nome della globalizzazione dei mercati senza una globalizzazione delle regole, in nome di una UE solidale invece dominata da burocrazia, troppe regole e finanza. Basta! Finalmente mobilitiamoci.

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