Arcivescovo Ferrara: “Rivedere legge cittadinanza agli immigrati”

La cittadinanza ferrarese a Liliana Segre fa onore alla storia antifascista e democratica di Ferrara.

Così commenta la notizia del conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita, l’Arcivescovo di Ferrara e Comacchio, monsignor Giancarlo Perego, che, sul sito “La Voce di Ferrara e Comacchio”, riflette anche sugli effetti politici che questo conferimento ha sulla città ma non solo.

Ricordando l’incontro che ebbe con Segre lo scorso 19 gennaio a Ferrara, monsignor Perego sottolinea la forza della senatrice a vita, figura segnata purtroppo da recenti offese, segnali di violenza che l’avrebbero spinta a creare una Commissione per fronteggiare i “fenomeni di odio, intolleranza e razzismo”. Mozione che, per l’Arcivescovo, non avrebbe visto l’adesione di alcune forze politiche.

peregoOggi, continua monsignor Perego, sulla base della storia di Liliana Segre, occorre riflettere su come trattiamo l’altro quando è straniero o rom o sinti o omosessuale, aggiunge l’Arcivescovo, il quale invita a rivedere il decreto sicurezza dell’anno scoro che ha portato da due a quattro anni i tempi di attesa per la cittadinanza, dopo dieci di permanenza in Italia.

Monsignor Perego invoca anche lo ius culturae, l’acquisizione della cittadinanza, su istanza del genitore, da parte del minore che abbia frequentato un corso di istruzione. “Forse dobbiamo ragionare se la cittadinanza non venga vista come una concessione, ma piuttosto il riconoscimento di un percorso di integrazione che rinnova le nostre città” ha poi aggiunto l’Arcivescovo di Ferrara il quale spera che la cittadinanza onoraria a Segre possa “far maturare quella consapevolezza politica, culturale e sociale necessaria a favorire una nuova legge sulla cittadinanza”, conclude poi monsignor Perego.

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