Clima, ricercatori Enea: “Quando Ferrara scomparirà sott’acqua”

agricoltura campi altoSperiamo che i ricercatori dell’Enea ed in particolare, quelli del Laboratorio di Modellistica Climatica e Impatti, abbiano sbagliato i loro calcoli, perchè studiando il fenomeno dell’innalzamento dei mari dovuto al riscaldamento dell’atmosfera, sarebbero arrivati alla spiacevolissima conclusione, che la nostra bella Ferrara è destinata a scomparire sott’acqua. Stessa sorte per Ravenna, Oristano e Venezia, con quest’ultima decisamente più a rischio per ovvi motivi.

Insomma dal cambiamento climatico in atto, gli scienziati dell’Enea ci dicono o, per meglio dire, lo affermano le loro analisi, non dobbiamo aspettarci nulla di buono. E se sembrano destinate a scomparire alcune città del Nord, non va certo meglio al Sud che subirà una vera e propria desertificazione trasformandosi in una nuova Tunisia, mentre il clima tenderà ad avvicinarsi sempre più a quello che oggi ritroviamo soprattutto nel Nord Africa, con le estati e gli inverni sempre più aridi ed una mancanza d’acqua che si rifletterà pesantemente su agricoltura, imprese ed anche sulla salute umana.

eneaTornando ai disastrosi effetti per Ferrara che, sempre secondo i ricercatori dell’Enea, sarebbero determinati del quel cambiamento climatico le cui prime avvisaglie sono già sotto i nostri occhi, va detto che la città farebbe parte di una trentina di aree costiere, per oltre migliaia di ettari di territorio, che potrebbero finire sommersi dal mare. In prima fila c’è purtroppo, proprio per la sua configurazione geografica, il delta del Po. Guai in vista anche per la laguna di Venezia, dove non ci sarà più la necessità di discutere sull’arrivo delle grandi navi da crociera davanti a San Marco, che è davvero una magra consolazione. L’acqua coprirà anche il golfo di Cagliari e quello di Oristano, la foce del Tevere, le Saline di Trapani ed altre località ancora.

Così mentre una volta, soprattutto gli anziani, andavano, per così dire, a svernare in Liguria, tra qualche anno dovranno raggiungere Ucraina e Kazakistan dove il clima sarà più mite e le temperature invernali più alte. Tra quanto avverrà tutto questo? Qui le ipotesi degli scienziati si fanno più incerte e sfumate. Per il momento, l’Enea si affida ad un sistema di monitoraggio e ad una attenta programmazione delle attività antropiche, in attesa che si delineino gli scenari futuri e perchè una domenica, anziche essere noi ad andare al mare, sia il mare a venirci a trovare.

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