Dal carcere commissiona l’omicidio dell’ex – VIDEO

Da carcere commissiona omicidio dell’ex fidanzata assoldando un sicario compagno di cella che però racconta tutto ai magistrati.

A finire di nuovo nei guai un agricoltore di Bondeno, Mauro Fabbri di 56 anni, in carcere per aver accoltellato la donna nel 2010.

Dal carcere ha cercato di assoldare un sicario per uccidere la sua ex. E così per Mauro Fabbri, agricoltore di 56 anni, di Ponte Rodoni di Bondeno, già in cella a Ferrara per una precedente aggressione alla stessa donna, arriva ancora un arresto dei carabinieri, su ordine del Giudice per le Indagini Preliminari.

 
L’uomo infatti è in carcere da quasi due anni e deve scontare una pena di otto anni e mezzo per aver tentato di accoltellare alla gole e al volto, nel marzo del 2010, Lucia Panigalli, sessantenne di Mirabello. Una storia che la stessa Lucia, allora rappresentata dall’avvocato Patrizia Micai, aveva raccontato a Telestense. Un’aggressione in seguito alla quale la donna aveva intrapreso una causa civile, ancora in corso, per il risarcimento di 500mila euro nei confronti di Mauro Fabbri. E forse potrebbe essere stata proprio questa la molla che ha fatto scattare nella testa dell’uomo l’idea di far uccidere la sua ex

Tutto comincia a fine 2015 quando un altro detenuto, un bulgaro che sta scontando in carcere a Ferrara 7 anni per una truffa commessa nel suo paese, ha raccontato ai magistrati di aver ricevuto la proposta di commettere un omicidio su commissione. Mauro Fabbri, durante l’ora d’aria infatti gli aveva chiesto se conosceva qualcuno che potesse commettere l’omicidio della ex. Il compenso equivaleva a circa 75mila euro tra contanti (25mila euro) un suv di piccola cilindrata ed un trattore Lamborghini.

I FATTI CHE PORTARONO L’UOMO IN CARCERE. Il 16 marzo del 2010, Mauro Fabbri, 52enne ferrarese, attese nel sottoscala la sua ex, Lucia Panigalli di 54 anni, e con un coltello la colpì alla gola e al volto.

I due vengono messi così nella stessa cella e grazie alle intercettazioni partono le perquisizioni, anche nei confronti dei gruppi familiari dei due detenuti entrati in contatto. Con la documentazione trovata si arriva così alla notifica, per Fabbri, di una nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere

Nel frattempo il bulgaro, senza raccontarlo ai magistrati, si sarebbe già intascato la prima tranche del pagamento pattuito e per questo, spiegano i carabinieri, la sua posizione è in corso di accertamento.

Un sospiro di sollievo per la donna che, come raccontava lo scorso novembre in una lettere pubblicata dalla Nuova Ferrara, continuava a vivere nel terrore.

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