Commissione d’inchiesta su Carife, Maccarone: “La banca poteva riprendersi” – VIDEO

“Carife era una banca che ad inizio 2015, a nostro giudizio tecnico, aveva le possibilità di riprendersi” E’ stata questa una delle risposte che Salvatore Maccarone, Presidente del FITD, il Fondo Interbancario Tutela dei Depositi, ha dato oggi pomeriggio durante la seconda audizione che si è tenuta in Regione, nella Commissione d’Inchiesta istituita per far luce sul caso Carife.

Il Fondo doveva intervenire nel famoso piano non attuato deciso dell’assemblea del 30 luglio 2015, che prevedeva che Carife sarebbe stata salvato con i 300milioni messi dal Fitd. In Commissione erano presententi i tre consiglieri regionali ferraresi, Marcella Zappaterra, Paolo Calvano ed Alan Fabbri che hanno fatto domande a Maccarone. Presenti ma come auditori, anche Marco Cappellari di Amici di Carife e Sergio Lenzi, ultimo presidente di Carife.

Dopo un’ attenta cronologia dei fatti del 2015, Maccarone ha ricordato anche una lettera della commissione europea datata il 18 novembre 2015, a firma dei commissari Vestager ed Hill, che diceva No all’intervento del Fondo con lo schema consueto, ma SI con uno schema volontario”
Il 26 novembre il Fondo era tecnicamente pronto per avere l’ok della Unione Europea e salvare Carife, ma il 22 novembre con il Decreto del governo Renzi ci fu la risoluzione delle quatto banche

“Ma perché non si è atteso qualche giorno che sarebbe bastati per il vostro intervento di salvataggio?” hanno chiesto i consiglieri regionali ferraresi. Risposta: “ La risoluzione, cioè la chiusura, poteva essere applicata solo con un interesse pubblico che corrispondesse ad una elevata massa critica di deposito, ha spiegato Maccarone. “E facendo la somma dei depositanti delle 4 banche (pari a 12 miliardi di euro) si raggiungeva questo interesse pubblico, che ha permesso cpsì a Banca d’Italia e Governo di chiudere le quattro banche, chiudendole forzatamente. E La più disastrata era Banca Marche” ha spiegato Maccarone

“La cosa agghiacciante è che Carife è stata buttata dentro questo ‘computo’ per raggiungere un totale di 12 miliardi e poter applicare la risoluzione, cioè la chiusura delle quattro banche. Sottolinea Cappellari, Presidente di Amici di Carife “Alla luce di questi elementi che continuano a diradare nebbia sul caso Carife continueremo a chiederemo giustizia e risarcimenti concreti sia a Roma che a Bruxelles” conclude Cappellari.

3 Commenti

  1. Rivogliamo indietro tutto .Il 30% non ci basta , perché per un decreto scellerato ci hanno tolto il 100% dei nostri risparmi e tutte 4 le banche sono state fatte fallire a tavolino mentre potevano essere salvate con l’intervento del FTDI

  2. Pier Carlo Matteo Vincenzo says:

    Giusto Gianni

    Renzi, Padoan e Visco sono gli artefici dello scellerato decreto del 22 novembre 2015.
    Hanno deliberatamente scelto di azzerare i risparmi di 150.000 persone mentre avrebbero potuto attendere qualche giorno ed utilizzare il braccio volontario del FIDT !
    Molto probabilmente hanno voluto regalare le 4 banche per 1€ a UBI, per favorire alcuni grandi banchieri e fondi avvoltoi che campano sugli NPL di banche fallite !

    Non hanno fatto altro che legalizzare la bancarotta fraudolenta, cancellando in un colpo solo i debiti subordinati delle banche fallite ma permettendo loro di continuare ad operare.

    Ora questi debiti vanno ripagati ai creditori, ovvero i 150.000 risparmiatori che ne sono stati privati!

  3. raccontate queste di storie, non la caccia al lupo speculatore

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