Anziano muore in ospedale, sospetto legionella. Il S.Anna replica: “il paziente ha soggiornato anche in altri luoghi”

Si sospetta che possa essere stato vittima del batterio della legionella l’anziano 87enne di Vigarano Mainarda che lo scorso 25 maggio è deceduto all’ospedale S.Anna di Ferrara. La Procura, su segnalazione dell’ufficio legale del nosocomio, ha aperto un procedimento penale, per omicidio colposo, contro ignoti, disponendone l’autopsia.

A portare alla luce l’episodio è stato lo studio di patrocinatori stragiudiziali cui la famiglia dell’ottantasettenne si è rivolta per conoscere le cause del loro congiunto: “l’anziano era stato ricoverato nel Polo Ospedaliero di Cona dal 20 al 31 marzo per scompensi cardiaci ed altre patologie; dopo essere uscito era passato per il Reparto di Lungodegenza dell’ospedale SS.Annunziata di Cento con diagnosi di trombosi polmonare e disfunzione renale. Tornato a casa, l’11 aprile, tuttavia, l’anziano accusava difficoltà di deambulazione e problemi intestinali sempre più gravi. Così l’anziano fu ricoverato nuovamente al S.Anna di Cona, dove gli fu diagnosticata una polmonite causata dal batterio della legionella che colpisce l’apparato respiratorio, il cui habitat preferito è l’acqua calda. Ma purtroppo le condizioni del paziente sono precipitate e l’anziano è deceduto”

Il Pm di Ferrara, Ombretta Volta, dopo aver ricevuto la segnalazione dalla Medicina Legale del Sant’Anna, ha disposto l’acquisizione di tutta la documentazione medica e delle cartelle cliniche, e predisposto l’autopsia sulla salma. La perizia dovrà appurare se il decesso sia stato determinato o meno dalla legionella e, in caso affermativo, dovrà chiarita l’origine dell’infezione: i batteri, oltre che in natura, possono penetrare nelle condotte degli impianti idrici e dei condizionatori.

La Risposta del S.Anna. In queste ore arriva anche la risposta dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Anna di Ferrara che, in un dettagliato comunicato stampa, ribadisce come, a seguito dei decessi per qualsiasi evento sentinella, i casi vengano comunicati all’autorità giudiziari. Nella nota Via Aldo Moro sottolinea tuttavia che il paziente, prima del ricovero nel reparto al S.Anna ha soggiornato, oltre che nella propria abitazione “anche in diversi altri luoghi di cura”. E comunica come in Emilia-Romagna dei 1.133 casi di legionella rilevati in Regione negli ultimi 10 anni, il 67,8% sono risultati di origine comunitaria, il 12,2% dei casi sono associati a viaggi, mentre i casi ospedalieri accertati sono 25, ovvero il 2,2% dei casi”

Intervento del Movimento 5 Stelle “Il fatto che a Cona ciclicamente si torni a parlare della morte sospetta di pazienti causati dalla legionella è davvero scandaloso. Ad inizio 2016 la Regione, in accordo con l’Azienda ospedaliera, annunciò l’installazione di filtri ai condotti idrici per cercare di limitare il fenomeno. Dopo più di un anno siamo ancora al punto di partenza”. È questo il commento di Raffaella Sensoli, capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, riguardo all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Ferrara sulla morte dell’87enne, deceduto all’ospedale di Cona dove l’anziano era stato ricoverato tempo prima. “Vogliamo vederci chiaro e quindi chiederemo le dovute spiegazioni all’assessore Venturi che nei prossimi giorni sarà ascoltato dalla Commissione Sanità proprio sul programma di prevenzione della legionella che la Regione ha messo in campo a Cona e negli altri ospedali della Regione. “Vogliamo capire cosa è stato fatto in tutto questo tempo e che risultati si sono raggiunti” ha concluso la consigliera regionale grillina

 

 

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