Coopcostruttori: le parti civili

Donigaglia e gli ex amministratori di Coopcostruttori devono essere condannati per  aver gestito in perdita l’ex cooperativa di Argenta cagionando così il crac. Con loro devono essere altresì condannati i  dirigenti delle società di revisione per non aver visto la palese situazione economica della cooperativa.

Con queste affermazioni, in sintesi, tutti gli avvocati delle parti civili, cioè le parte lese di questo procedimento giudiziario, hanno chiesto al presidente di corte, Francesco Maria Caruso, la condanna degli ex vertici di Costruttori.

Ad uno ad uno i legali che rappresentano le parti che hanno ricevuto un danno dal crac di costruttori hanno spiegato alla corte le ragioni delle loro richieste di condanna e di risarcimento danni.

I primi a parlare sono gli avvocati di alcuni risparmiatori caduti nel crac Costruttori, Carmelo Marcello e Claudio Maruzzi. Parlano di vera e propria frode perpetrata nei confronti dei loro assistiti che continuavano a investire in un’azienda decotta dal 1997.

“Vi sono reati oggettivamente dimostrabili” aggiunge il legale Gabriella Azzalli che parla di passaggi imbarazzanti, collusioni politiche e false comunicazioni sociali”. “Nessuna cooperativa ha mai avuto un così cospicuo prestito sociale da creare una vera e propria banca fittizia”.

Tocca poi all’avvocato Titta Madia, il legale dei commissari che gestirono Copcostruttori dal 2003. “E’ il terzo crac italiano, dopo Parmalat e Cirio con una differenza che la dirigenza non si è arricchita personalmente”.

“Qui dobbiamo parlare di una bancarotta documentale – ha aggiunto il legale Madia –dove la mala gestione dal momento della crisi, il 1997, servì per salvaguardare posizioni personali e di potere da parte degli amministratori. Dal 97 – spiega Madia – la gestione Costruttori fino al momento del crac, perderà 250milioni di euro e le riserve tecniche saliranno al 296 per cento”.

Coopcostruttopri insomma fu gestita in perdita e attraverso una gestione del personale che non poteva essere competitiva sul mercato.

Fra i danneggiati c’è anche Anas che attraverso il suo legale, Montanini parla di danni morali materiali dovuti al fatto che le banche in possesso di documenti che non sarebbero mai potuti uscire da Anas chiedeva alla stessa il rientro dei soldi spedi da Costruttori.

C’è poi l’avvocato Bruno Barbieri del Codacons, l’associazione di consumatori che raggruppa il maggior numero dei soci del Carspac. “Donigaglia ha gestito la coop come se fosse cosa sua mentre i veri padroni erano i risparmiatori mai informati sulla verità dei conti della cooperativa e poi tratti con disparità dalla Legacoop che doveva essere la garante dei prestiti, secondo quanto dichiarato da Ricci Maccarini in aula”. Barbieri poi con voce roca ricorda i morti di questo crac, alcuni risparmiatori vedendosi in fumo il loro futuro hanno scelto il suicidio altri sono ammalati gravemente.
Il processo continua il tre luglio.

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