Permessi soggiorno in cambio di incontri: cade l’accusa

E’ caduta per infondatezza della notizia di reato l’accusa nei confronti del dipendente della cooperativa Camelot che a metà 2018 venne denunciato dai carabinieri per aver sfruttato il proprio ruolo per organizzare incontri privati con le donne che richiedevano i permessi di soggiorno.

Caso quindi archiviato: per il Tribunale di Ferrara non sarebbe emerso nessun elemento idoneo e la cooperativa sociale Cidas, che dal primo dicembre scorso ha incorporato Camelot per fusione, si dice soddisfatta per la conclusione positiva di questa vicenda.

  • 21 giugno 2018 – Ore 9.30 – Permessi soggiorno in cambio di incontri. Coop Camelot: “Dipendente sospeso”

Riceviamo e pubblichiamo dalla cooperativa Camelot:

La cooperativa Camelot si dichiara rattristata dalle notizie che apprende dalla stampa in relazione alle condotte attribuite ad un proprio dipendente operante presso il Comune di Ferrara.

Nel dichiarare di stare senza se e senza ma dalla parte della vittima di quanto potrebbe essere un gravissimo abuso delle funzioni, Camelot sottolinea come non ci sia nessun nesso tra le mansioni svolte dal dipendente e le condotte persecutorie che gli vengono attribuite.

A quanto emerge, infatti, il dipendente, mero addetto allo sportello senza alcuna attribuzione decisionale, avrebbe millantato poteri e prerogative del tutto fantasiose, esercitando pressioni su terzi a fini esclusivamente personali.

“Rimaniamo costernati – dichiara Patrizia Bertelli, Presidente della cooperativa Camelot – per un comportamento gravissimo che, se fosse confermato, vedrebbe anche noi, cooperativa composta prevalentemente da donne, parte lesa nella nostra reputazione. Come tale abbiamo intenzione, qualora le indagini confermassero le accuse al nostro dipendente, di costituirci parte civile, al duplice fine di tutelare la nostra immagine ed aiutare la posizione della vittima”.

In ogni caso il dipendente sarà cautelativamente sospeso dal servizio anche in attesa dell’accertamento dei fatti nelle sedi proprie.

“Se è vero che il nostro dipendente, abusando delle informazioni avute grazie alle mansioni cui era destinato, ha fatto pressione su taluno per avere vantaggi personali, la cooperativa prenderà i più severi provvedimenti. A tal fine è stato già dato impulso al procedimento, volto all’immediato accertamento interno dei fatti”.

  • Mercoledì 20 giugno ore 16.30

Avrebbe combinato incontri privati con le donne che richiedevano i permessi di soggiorno, ma alla fine i carabinieri di Copparo, ieri, lo hanno denunciato per i reati di atti persecutori continuati ed abuso d’ufficio.

Nei guai un 46enne di origine palestinese e residente a Copparo, dipendente di un’Amministrazione Comunale della Provincia di Ferrara con mansioni di gestione delle richieste di permessi di soggiorno di cittadini stranieri.

Approfittando della propria funzione, secondo i militari, il 46enne avrebbe estrapolato i numeri di telefono di alcune donne straniere che poi avrebbe contattato, utilizzando il telefono dell’ufficio, per combinare incontri privati con la promessa di un suo interessamento nell’istruzione delle pratiche. L’uomo avrebbe così intrattenuto una relazione sentimentale per quattro anni con una cittadina straniera residente nella provincia di Ferrara: lei, però, avrebbe scoperto che l’indagato era sposato, e all’interruzione della relazione sentimentale, l’uomo avrebbe commesso episodi di stalking con minacce via sms e appostamenti sul luogo di lavoro.

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