Covid 19 non è stagionale! Nuovo allarme OMS. In Italia il dibattito sulle misure di prevenzione.

In attesa della riunione annunciata in settimana dal Direttore dell’Oms, del comitato di emergenza, per aggiornare le valutazioni sulla pandemia nel mondo, e dopo l’allarme lanciato ieri su Covid 19, definita la “più grave emergenza sanitaria globale» oggi  la dottoressa Margaret Harris portavoce dell’Oms  dichiara che la pandemia di Covid-19 sarà “una grande ondata non stagionale… sì, dunque alle misure di prevenzione e sicurezza, su cui, intanto, in Italia si impenna il dibattito, cui partecipano anche uomini della Sanità.

Nuovo allarma dell’OMS oggi da Ginevra, che dichiara che  la pandemia di Covid-19 sarà “una grande ondata non stagionale, improprio, dunque,  pensare alle stagioni…si tratta di un nuovo virus che si comporta in modo diverso”, quindi  sollecita l’applicazione di misure per rallentare la trasmissione che si sta diffondendo attraverso raduni di massa. Un tema di grande attualità nel nostro Paese, ripreso oggi dal ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto dopo che Matteo Salvini non ha rispettato le misure anti Covid ieri in Senato, per ribadire la necessità di “non mettere in discussione le  misure essenziali di prevenzione e sicurezza, per non vanificare i risultati ottenuti”. Quindi sì all’uso della mascherina nei luoghi chiusi, distanziamento e divieto di assembramento, lavaggio frequente delle mani, che  restano fondamentali anche in questa fase profondamente diversa da quella del lockdown.

Sulla stessa lunghezza d’onda nel mondo della Sanità si fanno sentire voci autorevoli, come il virologo dell’Università di Padova, Andrea Crisanti, che prevede la ripresa di focolai anche nel nostro Paese,  “Le badanti che vengono dall’Est facciano il test prima di andare in famiglia”aggiunge, “Siamo circondati da paesi in cui la trasmissione aumenta, come tecnico mi pongo delle domande. Per  capire cosa sta succedendo… Premesso che non siamo mai arrivati al contagio zero e, quindi, esiste ancora una trasmissione tutta legata all’epidemia che abbiamo appena attraversato, esiste sicuramente un pericolo del contagio di importazione”.

 

 “Non si può negare che questa pandemia sia esistita, dice Giuseppe De Donno, direttore della Pneumologia e dell’Unità di Terapia intensiva respiratoria all’ospedale Carlo Poma di Mantova e pioniere della terapia con il plasma contro il Covid-19, commentando a Rtl 102.5 il convegno sul Coronavirus di ieri al Senato. 

De Donno  aggiunge “io ho vissuto 3 mesi difficili, chiuso in ospedale vedendo gente soffrire e morire e sono terrorizzato dal fatto che questa esperienza si possa ripetere. Penso anche che questo Paese abbia bisogno di ripartire con poche e chiare regole cercando di evitare la diffusione del virus che sta ancora circolando”.

Che l’epidemia da Covid 19 sia  in costante crescita nel mondo lo dicono i dati, i numeri,  e provvedimenti presi da alcuni  governi, con il Brasile, secondo Paese più colpito al mondo, che nelle ultime 24 ore ha contato 23 mila  nuovi casi di coronavirus e gli Stati Uniti,  dove, nelle ultime 24 ore, l’Università Johns Hopkins ne ha contati circa 57 mila, mentre in Spagna, a Madrid da giovedì le mascherine diventeranno obbligatorie negli spazi pubblici, saranno permessi assembramenti con un massimo di 10 persone, i locali notturni dovranno chiudere all’una di notte e registrare i clienti. Si annuncia  anche una carta Covid 19 a partire da settembre, che simula la carta di vaccinazione internazionale, con cui accedere a palestre, musei, spazi chiusi, “un progetto sperimentale, per coloro che hanno superato la malattia”, che sembra trovare consenso anche nell’OMS

Intanto il ministero degli Esteri tedesco sconsiglia i viaggi a Barcellona e in Costa Brava, oltre che nelle regioni dell’Aragona e della Navarra, il Belgio, ad Anversa istituisce il coprifuoco notturno dalle 23 alle 6 del mattino per evitare il lockdown totale e  il premier britannico, Boris Johnson, si dice convinto del fatto che l’Europa stia vivendo una seconda ondata dell’epidemia.

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