Crolli Ceramiche Sant’Agostino, processo sarà senza parti civili. Azienda risarcisce famiglie delle vittime

01 Tecopress e Ceramiche processo crolliTutto rinviato al 16 febbraio per i crolli di Sant’Agostino.

Giovedì primo dicembre: davanti al giudice Piera Tassoni si è tenuta l’udienza preliminare che vede sul banco degli imputati quattro persone.

I tre tecnici, i progettisti dei capannoni crollati il 20 maggio 2012 alle Ceramiche di Sant’Agostino, Bruno Luigi Formigoni, Andrea Govoni e Andrea Fipertani. C’è poi un imprenditore, il titolare dell’azienda: Ennio Manuzzi.

 

 

 

Tutti devono rispondere del concorso in omicidio colposo mentre il titolare dell’azienda per la prima volta, in base alla tesi dell’accusa rappresentata dal sostituto procuratore Ciro Alberto Savino è chiamato a rispondere di violazione della tutela sui luoghi di lavoro. Un processo quello di oggi che si terrà senza le parti civili. L’azienda infatti ha deciso di pagare un risarcimento per le due vittime di quei crolli: Nicola Cavicchi e Leonardo Ansaloni.

L’udienza di oggi dunque è stata solo interlocutoria. Al gup i legali degli imputati hanno fornito nuova documentazione che intende smontare tutte le tesi dell’accusa. Ora il processo infatti, senza le parti civili, andrà avanti solo fra pubblica accusa e imputati che si contenderanno le interpretazioni giuridiche in merito alla normativa antisismica.

L’impianto accusatorio del pm infatti si basa sul fatto che anche se le norme antisismiche sono diventate obbligatorie per la sicurezza delle aziende solo dopo il terremoto del 2012, è anche vero che la zona di Ferrara fu dichiarata sismica dal 2003 e quindi secondo l’accusa ogni imprenditore avrebbe dovuto provvedere alla sicurezza sui luoghi di lavoro da quella data. Il 16 febbraio il giudice si esprimerà in merito ai nuovi atti acquisti e poi si procederà con il processo con rito abbreviato.

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