Danni alle Chiese della Diocesi

Sono ottanta gli edifici di culto chiusi in tutto il ferrarese. E a questi si devono aggiungere i luoghi che la curia ha sempre messo a disposizione della comunità: canoniche, asili, oratori luoghi di ritrovo.

Il terremoto pesa notevolmente sulla diocesi  di Ferrara. I danni sono consistenti e senza l’aiuto dello Stato, la Chiesa ha già messo a disposizione un milione e 100mila euro per i primissimi interventi nei luoghi colpiti del sisma, il patrimonio ecclesiastico rischia di essere seriamente compromesso, anche in città.

A Ferrara le chiese principali, esclusa San Giorgio, sono inagibili. I tempi saranno molti lunghi anche per restituire alla comunità il Duomo. Dopo la prima scossa la curia infatti si era adoperata per fare una verifica statica della chiesa ma con il secondo sisma ora è di nuovo tutto più difficile Don Marco Bezzi della curia di Ferrara…

La situazione più critica è nel bondenese. Qui le funzioni si celebrano all’aperto, compresi i matrimoni, l’unica chiesa disponibile nella zona è infatti quella recentemente costruita a Scortichino…ma adesso è estate…

Anche lungo la statale 16, nei piccoli centri, i danni sono consistenti. A San Bartolomeo l’asilo prospiciente la chiesa dovrà essere molto probabilmente abbattuto.

Per sostenere le popolazioni colpite dal sisma ma anche per salvare il patrimonio ecclesiastico la curia di Ferrara ha aperto un conto corrente presso la Banca Popolare di Ravenna. I dettagli per la raccolta fondi sono spiegati nel nuovo numero del settimanale diocesano, tutto dedicato al terremoto.

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