Decreto liquidità; prestiti garantiti fino a 400 miliardi. In quali tempi? con quali costi?

Dopo i 350 miliardi contenuti nel decreto Cura Italia, il governo ha predisposto due giorni fa il decreto “liquidità”, con cui ha mobilitato 400 miliardi per aiutare le imprese italiane a non soccombere alla crisi, e prepararsi alla ripartenza non appena ci saranno le condizioni sanitarie adeguate.
Si tratta di una iniezione di liquidità attraverso prestiti erogati dalle banche con la garanzia dello Stato, che si fa garante della restituzione, in alcuni casi fino al 90% in altri fino al 100%.

Sono prestiti che potranno mettere a disposizione delle aziende di grandi, medie, piccole dimensioni, risorse importanti: 200 miliardi per le aziende che operano nell’export, 200 per le aziende che operano sul mercato interno. Per rendere possibile le operazioni predisposte dal decreto “liquidità” il Governo potenzierà il Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese con un’iniezione di liquidità di 1,5 miliardi come copertura pubblica ai finanziamenti concessi da banche, società di leasing e intermediari finanziari attraverso una notevole semplificazione delle procedure.

Sarà potenziato anche il Sace, la società per azioni del gruppo italiano Cassa depositi e prestiti, che si rivolge “a banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e altri soggetti abilitati all’esercizio del credito”, che potranno ottenere garanzie fino 200 miliardi di euro, “di cui almeno 30 miliardi a supporto di piccole e medie imprese”.

Oltre a queste, sono previste e misure che velocizzeranno i pagamenti della Pubblica amministrazione, la sospensione dei termini per chi è in debito con il fisco e le ritenute di aprile e maggio per i lavoratori autonomi. Una sospensione che si traduce, al momento, in un mancato introito per lo Stato di ca. 10 miliardi di euro .

Sarà infine estesa la norma che permette al governo di intervenire per impedire eventuali tentativi da parte di colossi stranieri di acquisire interamente o in parte aziende italiane che operano nei in settori strategici tra cui il “finanziario, energetico, dei trasporti, dell’acqua, della sicurezza alimentare e dell’agricoltura”. A tutto ciò si aggiungono gli sgravi al 50% per l’acquisto di mascherine in vista di una prossima apertura delle aziende così da garantire la salute dei dipendenti.

Un decreto certamente importante, che, però non garantisce la tempestività dell’utilizzo delle risorse, da parte delle aziende più grandi, su cui deve dare ilproprio ok la Commissione europea.R estano, inoltre, le istruttorie sui requisiti richiesti, che saranno a carico delle banche, che dovranno effettuare le analisi sul merito di credito nel dettaglio prima di erogare i prestiti. Soltanto piccoli commercianti, partite Iva, ditte individuali possono alla fine aspirare ai prestiti immediati fino a 25mila euro, con la copertura pubblica al 100% e senza procedura di valutazione.

Oltre ai tempi, a complicare le cose ci sono i costi , vale a dire le commissioni annuali dovute dalle imprese per il rilascio della garanzia Sace con tassi di interesse bassi, tra lo 0,25% e lo 0,50%, dello 0,3% per l’accesso al Fondo centrale di garanzia per le pmi. Tassi minimi,ma non nulli, e comunque molto inferiori al tasso di prestito usuale delle banche. Una condizione necessaria per non metterle in condizioni di stress eccessivo.

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