Ass. Gazzolo scrive a Di Maio: “Caorso non può ospitare deposito nazionale scorie”

caorsoPaola Gazzolo ‘assessore all’ambiente della Regione scrive a Di Majo e chiede al Governo di pubblicare la Carta nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi e di escludere Caorso come deposito nazionale delle scorie.

“E’ un tema delicato e complesso e va affrontato con grande chiarezza. Anche per questo ho chiesto un incontro al ministro e vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, invitandolo fin da ora a partecipare ai lavori del tavolo per la trasparenza” che si occupa della dismissione della ex centrale nucleare di Caorso, nel piacentino.

L’assessore regionale all’Ambiente e presidente del tavolo per la trasparenza, Paola Gazzolo, interviene all’indomani della notizia dell’invio in Slovacchia di una prima tranche di rifiuti radioattivi della centrale di Caorso, costituiti da resine e fanghi, comunicata da Ispra e Sogin. “E’ una notizia positiva- dice l’assessore, coerente con quanto programmato dagli enti competenti nell’ultima riunione del tavolo della trasparenza svoltasi a gennaio a Piacenza.

La dismissione dell’ex centrale di Caorso, scrive Paola Gazzolo nella lettera a Luigi Di Majo, “con la restituzione del sito, in tempi rapidi e senza vincoli radiologici, rappresenta la più grande e complessa opera di messa in sicurezza di un sito nucleare sia a livello nazionale che internazionale e arricchirebbe il nostro Paese di nuove competenze professionali, tecnologiche e scientifiche. Per raggiungere questo obiettivo occorre procedere verso la realizzazione del deposito nazionale che in nessun modo può essere previsto a Caorso, date le caratteristiche geologiche del sito, e la vicinanza del fiume Po, che lo rendono non adatto ad ospitare una infrastruttura che necessariamente deve essere situata in un luogo in grado di garantirne la totale sicurezza”.

L’assessore dell’Emilia-Romagna chiede anche quali siano “le intenzioni del Governo circa la pubblicazione della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) a ospitare il nuovo deposito dei rifiuti radioattivi. Per la mancata trasmissione dei programmi nazionali su questo tema- ricorda Gazzolo- l’Italia, nel maggio scorso, è stata deferita dalla Commissione europea alla Corte di giustizia dell’Ue (direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio)”.

Da Regione Emilia Romagna

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