Dexia, Tavolazzi: “pessima gestione anche di Marattin”

Avrebbe potuto chiuderlo più volte, con minimo danno per il Comune, la città e le nostre tasche. Invece l’assessore Luigi Marattin si è dimostrato poco reattivo ed in perfetta simbiosi con il sistema burocratico-politico in cui opera. Un po’ di esperienza aziendale non gli avrebbe fatto male.

Come è noto attualmente l’estinzione anticipata del derivato costerebbe al Comune 5 milioni di euro. Marattin ha assunto il ruolo di assessore alla fine del 2010. Quando si insediò, il mark to market (valore di estinzione anticipata) dell’operazione Dexia, valeva 3,2 milioni. Esso diminuì a 2,9 nel gennaio 2011, a 2,6 nel marzo, per arrivare a 2,7 milioni nel giugno 2011. Nel frattempo Progetto per Ferrara presentava in consiglio comunale proposte di chiusura del derivato, in marzo  e maggio 2011, dopo analoghi tentativi fatti nel 2010 e nel 2009, sempre bocciati dal Pd.

Il giovane Marattin ha dunque beneficiato di sei mesi abbondanti, in cui avrebbe potuto estirpare, a costi contenuti, un tumore per le casse del Comune. Ma non lo ha fatto! La coppia Tagliani-Marattin ha dormito, portando tutti noi dentro un sacco di pulci (il contenzioso con una banca internazionale, a seguito dell’annullamento degli atti relativi al derivato), con elevati rischi di spendere molto di più, per costi legali, eventuale risarcimento del danno, oltre al valore di estinzione anticipata.  Meno slide e più fatti avrebbero portato ai cittadini benefici, invece del disastro annunciato.

Tagliani, dal canto suo, ha perso anche i treni passati prima dell’arrivo di Marattin. All’epoca faceva coppia con Polastri, poi passato a miglior poltrona dirigenziale universitaria. Alla fine del 2009, la chiusura del derivato costava 2,9 milioni di euro. Il duo non prese alcuna decisione al riguardo, nonostante le ripetute segnalazioni di Ppf che l’operazione stava entrando in area perdita. Preferirono sborsare a Dexia 2,2 milioni di euro nel biennio 2010-11. Soldi prelevati dalle nostre tasche, ma non utilizzati per estirpare il tumore. Si tratta di vicende politicamente assai gravi, che i cittadini devono conoscere. Potranno così farsi un’idea di come vengono amministrati.

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