Polemica Palazzo Diamanti: “Questo padiglione non s’ha da fare”. Perché?

Sulla polemica sollevata sui media dall’appello lanciato da Vittorio ed Elisabetta Sgarbi relativa all’ampliamento di Palazzo dei Diamanti e alla struttura della pensilina-padiglione che unisce le due ali delle Gallerie di Arte moderna e Contemporanea al piano terra del Palazzo, adibite da decenni a mostre temporanee molto gradite al pubblico non solo ferrarese, abbiamo ricevuto in questi giorni, da cittadini certamente non esperti di arte e restauro, domande di varia natura. Perché la pensilina non piace? Non piace in assoluto il progetto vincitore, o non piace l’idea stessa di una pensilina migliore di quella esistente?

Naturalmente cercheremo di avere sul tema le risposte dei diretti interessati e di confrontarle.

 

 

Sono 37 le mostre che Ferrara Arte e le Gallerie di Arte moderna e contemporanea del Comune di Ferrara hanno realizzato dal 2001 a Palazzo dei Diamanti, mostre di grande impatto mediatico, come quelle, per citare le più vicine nel tempo, dedicata a Boldini, alla Ferrara di De Chirico, all’Orlando Furioso, a Courbet, mostre di ricerca come quella dedicata a Zurbaran e a Bononi,

tutte hanno contribuito a rafforzare l’immagine di Ferrara città d’arte e di cultura, ma anche di turismo d’arte e cultura. Mostre infine che sono state vissute dalla scuola e dall’università ferrarese come occasioni di crescita culturale.

diamanti-1Fra queste vorrei ricordare la mostra da DAHL A MUNCH. Romanticismo, realismo e simbolismo nella pittura di paesaggio norvegese, che dal 26 ottobre 2001 al 13 gennaio 2002 portò a Ferrara sessantacinque dipinti di artisti norvegesi praticamente sconosciuti nel nostro Paese e più in generale in Europa e per il taglio del nastro, in pieno autunno, la coltissima Regina Sonja di Norvegia, cui fu assegnato l’onore del del brindisi dell’inaugurazione.

Anche in quella occasione come si vede dalle immagini prese da un operatore di Telestense a bordo di una mongolfiera, la pensilina installata più di 30 anni fa, insieme alla passerella che unisce le due ali delle sale delle gallerie, assolse al suo nobile compito di proteggere i visitatori più o meno famosi e importanti. Nessuno si è mai scandalizzato per questa pensilina che doveva essere temporanea ma è rimasta lì fino ad oggi, mostrando i segni del tempo, ma sempre utile.

L’idea di creare un passaggio protetto su questa passerella esterna nasce certamente dalla volontà di rendere più adeguato all’immagine stessa del palazzo la pensilina, ma soprattutto dalla necessità di rendere meglio fruibili da parte di tutti i visitatori, soprattutto quelli con qualche difficoltà motoria, carrozzine con bambini e persone molto anziane, le esposizioni che hanno creato nell’immaginario collettivo la visione di una Ferrara città amica dell’arte e degli artisti.

diamantiQuando il Comune di Ferrara bandì il concorso di progettazione per la redazione del progetto di fattibilità tecnico-economica, relativo all’ampliamento e e miglioramento degli spazi e servizi della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo dei Diamanti, costo stimato in Euro 2.515.000,00 al netto dell’I.V.A. (oltre 100.000 Euro di arredi/forniture da progettare), comprensivo degli oneri della sicurezza, nessuno se ne stupì. Il problema, semmai, era legato alla destinazione da dare ai Musei del Risorgimento e della Resistenza che sarebbero stati inevitabilmente trasferiti. Problema, che sembra, in via di soluzione.

Da tempo Ferrara, amministratori, studiosi, appassionati d’arte , categorie produttive e imprenditori del turismo, sentono l’esigenza di garantire un percorso migliore e una struttura espositiva meglio dotata delle attrezzature di cui i visitatori odierni sentono ormai la necessità (i servizi igienici, la caffetteria, un nuovo bookshop, nuovo magazzino, una sala video, un’aula da destinare alla didattica) che oggi sono già esistenti, ma da migliorare o sono del tutto mancanti.

Oggi dopo un convegno di amministratori e studiosi celebrato a maggio di quest’anno e seguito dalla messa in mostra dei progetti partecipanti nel salone d’onore di Palazzo Tassoni, sede della Facoltà di Architettura, si scopre che il progetto non solo non piace ai 200 firmatari dell’appello lanciato da Vittorio Sgarbi, per salvare l’integrita del Palazzo, ma sembra che esso rappresenti uno scempio rispetto alla identità e al patrimonio rinascimentale della città e che, chi ha vinto il concorso con un progetto che dovrebbe produrre una copertura piuttosto leggera ( come vediamo da queste immagini) sembri non sapere neppure che il Palazzo è stato progettato da Biagio Rossetti

Noi che non siamo critici d’arte, né storici, chiediamo a chi di dovere di chiarirci come stanno le cose e di non trasformare questo dibattito sulla opportunità della pensilina o padiglione o galleria che dir si voglia, in un diktat di sapore manzoniano e meno che mai in una sorta di guerra tra Montecchi e Capuleti, destinata, come si sa, a finire male.

One Comment

  1. Siamo nell’Addizione Erculea, una nuova parte di città che si unisce alla esistente. Si somma e crea una nuova ricchezza unendosi a quella precedente, medievale. La storia è un continuo racconto che prevede addizioni, cancellazioni ed integrazioni il cui risultato sono le magnificenti città italiane, tra cui anche Ferrara. Venezia è il risultato della sommatoria di opere d’iterazione, edilizia di base e di distinti edifici salienti come alcune Ca’, uniche spettacolari che meravigliosamente si uniscono al paesaggio urbano. Le città italiane sono dense e sorprendenti e devono continuare ad esprimere il pensiero del suo popolo nella sua epoca storica. Le città italiane desiderano esprimere ed accogliere ventate di novità, perché la cultura, la ricerca e l’intelligenza devono potersi manifestare anche con la grammatica e lessico contemporanei.

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