Dibattito politico: l’UDC corre da sola?
Redazione | ago 04, 2012 | Commenti 0
Neda Barbieri, coordinatrice UDC Ferrara
” Per governare serve una nuova prospettiva ”
La differenza vera è fra chi vuole modernizzare il Paese chi vuole condannarlo a restare così come è. Questa la distinzione vera fra chi si candiderà a governare il Paese. In questa ottica dice Neda Barbieri coordinatrice provinciale dell’UDC è fuori luogo parlare di alleanze sulla base di colori, ideologie, divergenze storiche o alleanze tradizionali. O è quantomeno è riduttivo. Come la maggioranza che sostiene il governo tecnico non ha fatto questione di colori, ma ha tenuto conto dell’emergenza e delle cose da fare assolutamente per portarne fuori il Paese, così, nel dopo Monti, si metteranno insieme gli schieramenti che insieme decideranno quelle 4/5 cose da fare per modernizzare il Paese. Neda Barbieri, impegnata a Voghiera nel tradizionale appuntamento estivo della sagra dell’aglio, è decisa e senza mezzi termini: siamo un paese a rischio, dice, l’incendio da spegnere richiederà molto impegno e tempo, non sarà sufficiente, seppure era necessaria, l’azione di questo Governo. Giornali e politici riducendo in modo semplicistico il dibattito politico preelettorale ai nomi e alle alleanze di sempre impediscono ai cittadini di capire il nuovo. Serve un cambio di prospettiva, una nuova cultura di governo, radicata nella democrazia, ma pronta a vedere il nuovo che c’è nel mondo. La posta in gioco è se l’Italia vuole entrare in questo nuovo mondo, un mondo cambiato, irreversibilmente, nuovi scenari geopolitici e dell’economia, nuove tecnologie, nuovi problemi che incombono: energia, ambiente, qualità della vita, modernizzazione del Paese a livello di amministrazione centrale e locali. E’ sulle cose da fare che l’UDC deciderà con chi affiancarsi. Come oggi ribadisce, cita Neda Barbieri, lo stesso segretario nazionale del Partito, Pierferdinando Casini, nell’intervista concessa al Corriere. L’UDC correrà da sola, se Vincerà il PD e proporrà obiettivi importanti su cui tracciare il futuro del Paese, noi ci staremo, conclude, riferendo la posizione del Partito, dice, non mia personale. Fuori luogo dividere il mondo in Comunisti e anticomunisti, in chi sta con me chi sta contro di me. Oggi in politica, è come nell’emergenza terremoto: staranno insieme quelli che vogliono davvero uscirne e ricostruire in sicurezza!
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