Ecomafie, Legambiente: la legge sui reati ambientali funziona – VIDEO

XX ecomafie

L’introduzione nel codice penale di sei delitti ambientali sta dando buoni frutti nell’attività di contrasto alle ecomafie da parte delle forze dell’ordine.

Sono infatti 118 i casi di inquinamento ambientale accertati. A dirlo è Legambiente che proprio in questi giorni ha pubblicato il report nazionale sui reati contro l’ambiente. Il tema è stato al centro di un incontro che si è tenuto ieri a Giurisprudenza. In occasione della giornata in ricordo delle vittime della mafia che ogni anno si celebra proprio il 21 marzo, il presidente della commissione parlamentare Ecomafie, Alessandro Bratti, con il consulente del Parlamento, Giuseppe Battarino e il rappresentante dell’osservatorio nazionale di Legambiente, Antonio Pergolizzi hanno fatto il punto sull’entità del fenomeno criminoso.

Per Legambiente dunque l’aver introdotto i reati ambientali nel codice penale italiano è una grande conquista della società civile. L’onorevole Bratti, di fronte agli studenti, l’incontro era moderato dalla docente Costanza Bernasconi, ha invece descritto il quadro dei delitti ambientali nel Paese commentando il lavoro di una giornalista de Il Mattino, Daniela Di Crescenzo, che ha realizzato sulla Terra dei Fuochi, e che è diventato un libro che si intitola “Così vi ho avvelenato”, edito da Feltrinelli e che è stato presentato proprio ieri pomeriggio anche alla Feltrinelli di Ferrara. Bratti ha illustrato agli studenti che il ciclo dei rifiuti e delle bonifiche derivanti dallo sviluppo industriale del dopoguerra è sì un’eredità con cui fare i conti ma non solo.

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