ELEZIONI EUROPE 2019 : il sistema elettorale adottato dall’Italia

Mancano solo 24 giorni al voto per il rinnovo del Parlamento europeo, ma quanti cittadini conoscono veramente le modalità e le conseguenze di questo voto? Oggi la nostra miniguida si occuperà del sistema elettorale vigente in Italia per eleggere il Parlamento di Bruxelles.

Il 26 maggio prossimo gli italiani andranno a votare per eleggere i deputati che formeranno il Parlamento europeo per i prossimi cinque anni. Un voto su cui questa volta si concentrano aspettative differenti, vista l’ondata di euroscetticismo diffusa nel continente in questi ultimi anni.
“Questa volta – recita così il sito dedicato dall’Unione europea alle elezioni alla voce partecipa (https://www.elezioni-europee.eu/partecipa) – non basta limitarsi a sperare in un futuro migliore. Questa volta ciascuno di noi deve assumersi la responsabilità e scegliere il proprio futuro” Eleggere il nuovo Parlamento europeo significa intervenire sulla direzione che l’Europa dovrà prendere per i prossimi cinque anni in diversi settori, che vanno dal Commercio internazionale, alla sicurezza, alla protezione dei consumatori, alla lotta al cambiamento climatico e naturalmente sulla crescita economica. Gli eurodeputati non solo legiferano su questi temi, ma controllano anche l’operato delle altre istituzioni europee. In Italia la legge elettorale che regola le europee del 1979 è un proporzionale puro al quale, nel 2009, è stata aggiunta una soglia di sbarramento del 4%. Per votare è necessario mettere un segno sul simbolo del partito o lista che si desidera votare. Si possono esprimere fino a tre voti di preferenza seguendo il principio dell’alternanza di genere, che se non è rispettata rende nullo il voto.
Non è previsto il voto disgiunto, quindi non si può esprimere la preferenza per i candidati di un partito e mettere il voto sul simbolo di una lista differente.
L’Italia, divisa in cinque circoscrizioni: Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia); Italia nord-orientale (Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna); Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio); Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria); Italia insulare (Sicilia, Sardegna), dopo il ricalcolo a seguito della Brexit, eleggerà 76 deputati, tre in più rispetto alle scorse tornate elettorali, un numero che varia in rapporto alla popolazione di ogni stato membro.
L’Assemblea del Parlamento europeo è composta da 751 deputati, che nella prossima legislatura scenderanno a 705 se l’uscita del Regno Unito dall’Ue avverrà entro i termini stabiliti. Gli eurodeputati sono raggruppati nell’emiciclo in base al gruppo politico di cui fanno parte, tenendo presente che i gruppi dell’Eurocamera sono nove, incluso quello dei non iscritti. Ogni gruppo politico da regolamento deve essere formato da un numero minimo di 25 deputati e deve rappresentare almeno un quarto degli Stati membri, cioè 7 Paesi Ue.

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