Elezioni Europee 2019: ecco come si vota per rinnovare l’Europarlamento

Elezioni Europee e comunali 2014

Elezioni Europee 2019

Domenica 26 maggio 2019, oltre al rinnovo di 235 amministrazioni comunali, si voterà anche in per eleggere i deputati che formeranno il Parlamento europeo per i prossimi cinque anni. Saranno circa 3,5 mln gli elettori emiliano-romagnoli che si recheranno alle urne per eleggere i loro rappresentanti a Strasburgo.

L’Italia è divisa in cinque circoscrizioni contraddistinte dai colori delle schede elettorali: L’Emilia-Romagna è “inserita” nella Circoscrizione Nord-Est comprendente anche il Veneto, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia. La scheda che sarà consegnata agli elettori è di colore marrone. I seggi in Italia sono aperti nella sola giornata di domenica dalle ore 7 alle ore 23. Nella circoscrizione nord est ci sono 17 liste, che vedono in corsa per 254 candidati. Lo scrutinio avverrà immediatamente al termine delle operazioni di voto.

In Italia la legge elettorale che regola le europee è del 1979. Si tratta di un proporzionale puro al quale, nel 2009, è stata aggiunta una soglia di sbarramento del 4%. Per questo potrebbero essere diversi i partiti che rischiano di restare fuori dal parlamento europeo.

I seggi, che per l’Italia son 73 dei 751, vengono assegnati a ciascuna lista su base circoscrizionale e vengono eletti i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze nelle varie liste di ogni circoscrizione

l voto si esprime tracciando sulla scheda un segno sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta. È possibile esprimere da uno a tre voti di preferenza per candidati compresi nella lista votata. Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza. Le preferenze si esprimono scrivendo, nelle apposite righe tracciate a fianco del contrassegno della lista votata, il nome e cognome o solo il cognome dei candidati preferiti compresi nella lista medesima

Le nuove proiezioni del Parlamento Ue sulla futura Eurocamera, basate sui sondaggi nei Paesi e che tengono conto dell’ingresso dei britannici senza la Brexit, disegnano un calo di Ppe e S&D che rispettivamente perdono 5 punti percentuali rispetto allo stato attuale.

I Popolari restano il primo partito (24%): a fine marzo nella rilevazione che non includeva i dati dei britannici perdevano 3,3 punti e gli S&D 5,7 (ora sono al 19,8%). Salgono invece l’Enf dove siede la Lega all’8,3%, i Verdi al 7,6%, l’Alde 10,1% e l’Efdd con il M5S, al 6%

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