Emergenza Covid o emergenza migranti? L’intreccio polemico confonde l’opinione pubblica.

Mentre i contagi da Covid-19 sono tornati ad aumentare, facendo registrare nelle ultime 24 ore 379 casi in più di nuovi casi positivi, e nella settimana dal 22 al 28 luglio, il 23% in più della settimana precedente, continuano a scontrarsi le opinioni di politici e amministratori circa le misure da prendere per convincere i cittadini a rispettare le misure di sicurezza. Intanto si fa strada sui media e nello scontro politico  l’intreccio fra emergenza sbarchi ed emergenza coronavirus. La polemica non è  solo in chiave antigovernativa, ma si insinua fra gli stessi partiti di governo.

Sulle coste delle regioni meridionali in queste settimane, come in genere d’estate ,  gli arrivi   sono cresciuti di numero. Si sono contati – dal 20  al 26 luglio – 2.445 immigrati. Nello stesso periodo l’anno scorso erano stati 288. A questo dato si aggiunge la novità della fuga in massa  degli stessi migranti dalle strutture di accoglienza , ridimensionate dopo il calo degli ultimi due anni e ora del tutto insufficienti, tanto da esplodere sotto il peso dei nuovi arrivi

Il fenomeno diventa oggi non solo occasione di scontro su come gestire i nuovi arrivi, su come effettuare i rimpatri per i migranti di natura economica, come viene definito chi cerca in Europa migliori condizioni di vita. Non si discute sulla legittimità dei respingimenti in Libia, della chiusura dei porti  o sull’inadeguatezza degli hot spot, ma si  fomenta la paura del migrante come potenziale portatore di contagio dai Paesi di provenienza.

Ragione per cui ieri la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ha fornito i dati del contagio fra i migranti. “Da inizio pandemia sono risultati positivi 603 migranti su una media di 85mila immigrati presenti nei centri di accoglienza e nessun membro della Polizia di Stato è stato contagiato per contatto con i migranti”.

“L’INMP ha, inoltre,  da poco concluso un’indagine nazionale nei centri di prima e seconda accoglienza per migranti, che  ha coinvolto 5.038 strutture di accoglienza in tutte le province italiane, per un totale di 59.648 ospiti, raccogliendo dati che verranno divulgati la  prossima settimana.”

Tuttavia la psicosi alimentata dalla politica non arretra neppure di fronte alle fake news. Come  è accaduto per la notizia di 133 immigrati positivi e asintomatici, ospiti di un centro di accoglienza di Treviso e  subito messi in relazione con gli sbarchi degli ultimi giorni, mentre, in realtà,  il giorno dopo è stato chiarito che si tratta di immigrati da tempo residenti, alcuni da anni, nel nostro Paese.

Si tratta di notizie diffuse con clamore e senza adeguata verifica della loro attendibilità, così da confondere ancora di più i cittadini su entrambi i fronti, del covid e della gestione migranti, e ostacolare ancora una volta il confronto sulle politiche più adeguate per affrontare le complesse problematiche, che le due emergenze presentano.

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