Esiste un’emergenza educativa che riguarda i giovani. Riflessione sul messaggio di Mons. Luigi Negri.

arcivescovoEsiste un’emergenza educative che riguarda i giovani, le famiglie, più in generale la nostra società Da dove si parte? E noi che spazio diamo a tutto ciò? Sono le domande a cui cerca di rispondere il messaggio di Mons. Luigi Negri in una riflessione sul ruolo dell’educazione, intesa come progetto di crescita per i giovani, da costruire insieme.

 

La nostra società da alcuni anni sembra avere riscoperto il valore della cultura. Eppure  dopo i tragici fatti di Pontelangorino viene da chiedersi che senso ha parlare di cultura, se questa non si cala in un progetto educativo che abbia come protagonisti prima di tutto i giovani e  che  metta al centro le relazioni umane, in cui si registrano oggi carenze sempre più vistose.

Più che le colpe di alcuni, quando si parla di giovani, vanno cercate le responsabilità e i ruoli delle istituzioni tradizionalmente deputate all’educazione, dalle famiglie, alla scuola, allo sport giovanile, alle parrocchie: alle quali si devono aggiungere i media, visto il peso che hanno assunto ella proposta di valori,linguaggio, comportamenti.

Per la comunicazione giovanile, l’attenzione va innanzitutto ai social network, dove relazioni fittizie lasciano spazio ad un panorama fatto di tante solitudini affiancate, povertà di parole, scarsità di dialogo, linguaggi gergali e omologati.

Le identità individuali oggi si plasmano sui nuovi miti di you tube. Dove l’offerta più condivisa è quella delle mode, e di  brand musicali cresciuti sul numero delle visualizzazioni, su cui oggi si misura  il  successo  di tanti personaggi saliti alla ribalta del web. Che cosa sanno  mamma e papà di ciò che pensano i loro figli, dei loro gusti, dei loro ragionamenti e progetti x il futuro? che cosa ne sanno gli insegnanti, i parroci, gli educatori sportivi.

Mons. Negri nel messaggio inviato alle famiglie della diocesi, annichilite dai fatti di Pontelangorino, dice che famiglia e chiesa, così gravemente colpite, devono riprendersi: “ quei ragazzi, osserva , hanno frequentato le attività parrocchiali e partecipato, almeno sporadicamente, a qualche momento formativo.: evidentemente – conclude – dobbiamo fare tutti molto di più e molto meglio perché i giovani lasciati soli, non siano facile preda di una mentalità disumana e anticristiana. Di qui l’esortazione rivolta a famiglia, società e chiesa, a non perdere il passo con i giovani, . “ Aiutiamoci reciprocamente dice Mons. Negri”, che è un forte invito ad occuparci tutti delle conseguenze educative delle nostre azioni, un invito a non restare indifferenti, né divisi. In economia, si direbbe, un invito a fare sistema.

Per aderirvi bisogna essere innanzitutto credibili e d’accordo. Uno dei problemi cruciali della nostra società, invece, è il conflitto permanente, la sfiducia reciproca e l’incapacità di mettersi insieme. se non sulla base di interessi venali. Nell’assenza di proposte credibili restano i modelli più a portata di mano e di denaro!.

Per il mondo degli adulti, vorremmo rispondere a Mons. Negri, la ricreazione è finita: se vogliamo essere credibili in proposte positive, dobbiamo scegliere di esserlo. Con coerenza e continuità.

 

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