Ex zuccherificio di Comacchio, una zona umida al posto dei fanghi: il progetto – VIDEO

Una zona umida al posto dei fanghi. E’ la proposta di riqualificazione dell’ex zuccherificio di Comacchio presentata oggi in Castello Estense da due associazioni ambientaliste e dall’opposizione in consiglio comunale.Un progetto che si realizzerebbe in un anno i cui costi potrebbero essere coperti totalmente, spiegano gli ambientalisti, dai bandi regionali ed europei. Un progetto che ora sarà presentato a Sipro


IL PROGETTO DI ASOER E LEGAMBIENTE Le vasche di decantazione dei fanghi e delle acque dell’ex zuccherificio di Comacchio occupano un’area di circa 22 ettari, situata all’interno della “Stazione Centro Storico di Comacchio” del Parco regionale Delta del Po; solo una strada separa le vasche dal sito Natura 2000 IT4060002 Valli di Comacchio. Dopo la chiusura dello zuccherificio nel 1993, le vasche, benché siano rimasti gli argini, sono divenute quasi totalmente asciutte e sono state in gran parte coltivate come seminativi. Attualmente vi sono dei medicai.

La proposta elaborata dall’Associazione degli Ornitologi dell’Emilia-Romagna e dal Circolo Legambiente Delta del Po prevede la realizzazione di una zona umida con numerose isole, con canneti e specchi d’acqua poco profonda, attraverso il mantenimento degli argini perimetrali, il rimodellamento degli argini interni e l’immissione di acqua dai canali contigui. Si verrebbe così a creare una zona umida d’acqua dolce idonea per la riproduzione e per la sosta e l’alimentazione in ogni periodo dell’anno di numerose specie di anatre (Germano reale, Canapiglia, Marzaiola, Moriglione, …) e limicoli (Cavaliere d’Italia, Avocetta, Pernice di mare, Pittima reale, Combattente, Piro piro boschereccio …).

La zona umida attualmente con ambienti più somiglianti nelle vicinanze è l’Oasi di Valle Zavelea. La zona umida realizzata con le suddette caratteristiche ambientali diverrebbe sicuramente importante per numerose specie, soprattutto di uccelli ma anche di anfibi e vegetali, attualmente assenti nei dintorni di Comacchio. Sarebbe quindi di rilevante interesse, oltre che per la diversificazione ambientale, anche per varie forme di turismo naturalistico, potenziando cosìl’attrattiva turistica di Comacchio e del Parco.

Tutti i costi, sia di progettazione e realizzazione degli interventi sia di manutenzione nei successivi venti anni, potranno essere coperti completamente da bandi regionali. Il costo di progettazione e realizzazione può essere finanziato dal bando regionale del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 – Operazione 4.4.01 “Ripristino di ecosistemi” se la proprietà (Sipro –Agenzia Provinciale per lo Sviluppo) parteciperà con un progetto entro il 14 giugno 2019. Il finanziamento comprende anche la realizzazione di percorsi, cartelli, etc. per la fruizione dell’area. I costi successivi di gestione della zona umida (per l’immissione dell’acqua, la gestione della vegetazione, il controllo delle nutrie, la guardiania, …) possono essere coperti in seguito attraverso l’applicazione di misure agroambientali di durata ventennale che saranno oggetto di appositi bandi nel prossimo Programma di Sviluppo Rurale.

La riqualificazione naturalistica di vasche di ex zuccherifici è già stata effettuata alla fine degli anni ’90 ad Argelato (BO), Traghetto di Argenta (FE) e Mezzano (RA). Tutte zone umide inserite poi tra i siti di rete Natura 2000.Rispetto al progetto di deposito di 250.000 m3di terre inquinate e trattate con biopile da realizzare in 10 anni, la proposta di riqualificazione naturalistica delle vasche dell’ex zuccherificio di Comacchio formulata da AsOER e Legambiente è vantaggiosa per la biodiversità e per la comunità locale ed è realizzabile nel giro di un anno; inoltre i costi di realizzazione e di mantenimento saranno coperti da finanziamenti del Programma di Sviluppo Rurale.

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