Ferrara, dove ci eravamo lasciati? La cultura e la forza di rialzarsi

E’ servito innanzitutto a fare piazza pulita di tanti luoghi comuni in circolazione nel Paese, il dibattito sulla cultura che si è svolto ierisera alla festa del PD A Pontelagoscuro. All’incontro hanno partecipato l’On. Emilia De Biasi (commissione cultura alla Camera dei deputati), Roberto Balzani (sindaco di Forlì e responsabile dipartimento cultura per l’Emilia Romagna) e Massimo Maisto (vice sindaco di Ferrara, con delega alla cultura). A moderare il dibattito, introdotto da Ilaria Baraldi della Segreteria comunale del Pd ferrarese, è stato Mauro Vignolo, responsabile del Gruppo Cultura e Creatività – Ferrara 2020.

“Un dibattito sulla cultura è come uno sguardo aperto sull’universo”, così l’on. Emilia De Biasi ha esordito ieri sera al dibattito che si è svolto alla festa del Pd con l’obiettivo di mettere a fuoco il ruolo che la cultura potrebbe avere nella crescita del Paese in un momento di crisi generalizzata. La cultura, ha detto Vignolo, responsabile del Gruppo Cultura e Creatività – Ferrara 2020 del PD ferrarese, che ha moderato l’incontro, contribuisce per oltre il 5% al Pil nazionale ed è l’unico settore in cui l’occupazione sia in crescita.

“L’ Italia, ha aggiunto è il primo Paese al mondo per presenza di beni culturali, il suo patrimonio raggiunge secondo l’Unesco il 52% del patrimonio mondiale, mentre è 17° negli investimenti nel settore. Fra le ragioni di questo paradosso, come ha spiegato l’onorevole Emilia De Biasi il fatto che la cultura sia stata tradizionalmente considerata nel nostro Paese, anche dai partiti di Sinistra, come un fatto elitario, un settore sostanzialmente debole da sostenere con politiche assistenziali.

“Non è così, ha ribadito con forza, perché la cultura dà da mangiare ad un quinto almeno degli occupati in Italia e rappresenta un punto di forza del Paese. Del tutto fuorviante, pensare, che possa vivere senza finanziamenti pubblici, anche se, ha aggiunto, sarebbe auspicabile una gestione che prevedesse anche la partecipazione dei privati”. Da chiarire che cosa si debba intendere per cultura, ha precisato l’assessore Massimo Maisto, perché il termine è inflazionato e spesso usato a sproposito.

L’accezione che ne dà l’Unesco, ha continuato Maisto, e che Ferrara ha fatto propria, ha indotto il Comune estense a promuovere nel programma di legislatura un progetto per la città di “cultura diffusa” e partecipata, che significa estendere a tutti i cittadini, non solo agli addetti ai lavori, la possibilità di partecipare e non solo fruire degli eventi, che, ha aggiunto Maisto, rappresentano soltanto un aspetto della Cultura, che , invece, va intesa come stile di vita, senso civico, partecipazione alla vita della Comunità”.

In primo piano nell’intervento di Roberto Balzani, sindaco di Forlì e professore di Storia contemporanea nella Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna, il tema paesaggio, che “rappresenta per gli Italiani, ha detto dati alla mano, uno degli elementi caratterizzanti dell’identità nazionale, insieme, naturalmente, alla cultura”.

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