Festa delle Donne del PD: chiusura con Rosy Bindi

Un programma all’insegna della tutela dei diritti civili e della libertà quello con cui si è chiusa ieri a Ferrara la Festa nazionale delle Donne del PD. alle 18:30, presso il Bar Nazionale la presentazione del libro “La vera storia dei miei capelli bianchi” di Paola Concia. Alle 21 alla Rivana intervista  di chiusura di Giovanna Casadio, giornalista di Repubblica,  all’onorevole Rosy Bindi, presenti  Lucia Bongarzone (Coordinatrice Regionale Conferenza Donne E-R) Caterina Palmonari (Coordinatrice Provinciale Conferenza Donne Ferrara),. Alle 23:30 la premiazione del concorso cinematografico “Ma quando arrivano le ragazze”, con la proiezione del cortometraggio vincitore.

“Qual ‘è il partito che vorresti? Come è il PD di Rosy Bindi”? Si è conclusa con questa domanda da parte di Giovanna Casadio, la lunga intervista dibattito con cui ieri sera ha chiuso i battenti la Festa Nazionale delle Donne del PD che si è svolta a Ferrara a partire da sabato 14 luglio.  Una domanda che ha permesso alla Bindi di sintetizzare il senso del suo essere cattolica dentro al PD, di non venire dalle file del PC,  ma di sentirsi più a sinistra di tanti. Un essere a sinistra che in Rosy Bindi si declina in una concezione dell’uguaglianza che ha le sue radici, ha chiarito con energia la presidente nazionale del PD,  nel rispetto e nella valorizzazione delle differenze, ma che sa venire a patti con la prassi politica e quindi con la necessità di mediare le differenze all’interno di un partito, che è, come ha sottolineato a più riprese la  Bindi, un partito plurale, dalle molte anime, e a vocazione di governo”. Così per le Unioni Gay, il punto di vista della Bindi ha dovuto fare i conti con chi dell’arcigay ed arcilesbica l’ha contestata, per le posizioni ancora troppo morbide del partito. Un tema su cui anche Ferrara ha dimostrato di essere divisa. Così come sul fronte del sostegno dato dal PD al Governo Monti, “un governo, ha ribadito la Bindi necessario per portare il Paese fuori dall’emergenza”, ha dovuto fare i conti con chi ha accusato questa politica di subalternità all’Europa. Rosy Bindi ha ribadito la lealtà a Monti, cui avrebbe  dato, 10 come voto, per poi ripiegare su un “8“ , pur senza nascondere che le leggi di riforma delle pensioni e del lavoro il PD le avrebbe fatte , e farà se andrà al Governo, alleggerendone alcuni aspetti, in particolare l’allungamento dell’età pensionabile per le donne. Alle prossime elezioni vinceremo, ha detto la Bindi, ma dovremo continuare sulla strada di rigore aperta da Monti”. Chiarissima anche la risposta sulle alleanze: quella con Casini sposta al centro l’asse del PD, per questa ragione, ha chiarito la presidente del partito, va preceduta da un rafforzamento a sinistra aprendo a Vendola. “Non dico Di Pietro” ha aggiunto, che si è tolto..”  affermazione accolta dall’approvazione di chi tra il  pubblico a gran voce  ha definito il leader IDV, “pazzo, inaffidabile”.

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