Fusione CamCom Ferrara-Ravenna: presidenti delle Province dicono no

Barbara ParonLe province di Ferrara e Ravenna dicono no alla fusione delle due camere di Commercio. I motivi li sentiamo in questo servizio.

Anche le province di Ferrara e Ravenna auspicano l’intervento del Governo che avvii un percorso per consentire il mantenimento dell’autonomia rispettivamente delle Camere di Commercio delle due città, al centro del processo di fusione dei due enti.

A scriverlo in una nota, a quattro mani, sono i due presidenti delle province, Barbara Paron e Michele de Pascale, che hanno preso spunto dal dibattito sulle fusioni degli enti recentemente riaperto dall’interrogazione presentata dalla Consigliera Regionale Marcella Zappaterra.

Stiamo parlando di due Enti molto ben gestiti che in questi anni hanno distribuito risorse molto rilevanti a sostegno dei progetti di sviluppo dei due territori” scrivono.

Secondo Paron e de Pascale, la fusione delle Camere di Commercio nasceva come obbligo per le disposizioni di legge approvate nella legislatura precedente e legate al processo di abolizione delle Province, poi bocciato dal Referendum Costituzionale.

Le condizioni quindi sono cambiate, sottolineano i due presidenti che ricordano i tanti progetti comuni portati avanti dai due territori senza andare ad alterare, scrivono, la dimensione provinciale delle Camere di Commercio.

Quindi, concludendo, Paron e de Pascale credono non sia più tempo di procedere per tentativi nella riforma di tutte le istituzioni e il mantenimento dell’autonomia nella dimensione provinciale, ai due presidenti, sembra la soluzione che al momento dà maggiori garanzie.

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