Genitori uccisi, i due amici davanti al Gip: convalida misure cautelari. I legali: “Sono sconvolti e pentiti”- VIDEO

Sconvolti e pentiti, vengono descritti così, dai propri legali Riccardo e Manuel, i due amici che nella notte tra lunedì e martedì, a Pontelangorino, hanno messo in atto l’omicidio del genitori del più giovane, Nunzia Di Gianni e Salvatore Vincelli.

Oggi entrambi si sono presentati davanti al Gip del Tribunale dei Minori di Bologna, Luigi Martello che soltanto verso le 17 ha deciso di convalidare la misura presa nei confronti dei due giovani. I due ragazzi hanno ribadito la propria confessione, ricostruendo anche in aula quella drammatica notte. Il Pm Silvia Marzocchi ha chiesto la misura cautelare per entrambi, mentre i legali dei due adolescenti hanno chiesto la permanenza nella struttura di accoglienza o in una comunità.

All’udienza erano presenti anche i genitori di Manuel, “sconvolti, ha spiegato il legale del 17enne Lorenzo Alberti, e incapaci di capire come il proprio figlio possa aver fatto una cosa del genere”. “il nostro obiettivo, ha aggiunto ancora l’avvocato, è quello del recupero di questo ragazzo anche con l’ausilio di esperti, la famiglia ha detto che non lo abbandonerà”.

E cercherà di restargli vicina anche una parte della famiglia di Riccardo, almeno secondo quando dichiarato dal suo legale Gloria Bacca, che all’uscita del tribunale ai giornalisti ha detto che il suo assistito sta prendendo coscienza del gesto commesso. “Dovrà pagare per quello che ha commesso, ha sottolineato l’avvocato, ma deve essere aiutato, con il supporto di assistenti sociali e psicologi”. Poi il legale ha anche voluto soffermarsi sul probabile movente del delitto. “penso, ha spiegato, che si tratti di problemi più complessi, problemi adolescenziali gestiti da tutti i protagonisti in maniera sbagliata”.

Intanto il lavoro degli inquirenti non si ferma. Ci sono ancora dei passaggi da ricostruire di quella notte in cui Manuel e Riccardo hanno ucciso i due coniugi, abbandonando poi il piano di disfarsi dei cadaveri.

I due giovani probabilmente sono andati in tilt, forse hanno avuto paura e hanno deciso di andare entrambi nella casa di Manuel, pensando di inscenare poi un finta rapina.

Una casa, quel dell’autore materiale del delitto che oggi rappresenta bene anche il dramma della sua famiglia. Saracinesche abbassate, e un cartello “Non ci siamo”, quasi ad invitare telecamere e giornalisti ad andarsene e lasciarli chiusi nel proprio dolore. Un clamore mediatico che pare iniziare anche a pesare alla comunità Codigorese, poca gente per strada in questa giornata fredda, nessuno che alla vista della telecamera abbia ancora voglia di parlare.

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