Giorno del Ricordo, le celebrazioni a Ferrara

La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del Ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Articolo 1 Legge n. 92 del 30 marzo 2004.

La Legge citata ha messo fine al voluto silenzio sugli avvenimenti al nostro confine orientale. Nel corso delle celebrazioni per il Giorno del Ricordo 2007 l’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un discorso al Quirinale, tra l’altro, toccò questo aspetto con le seguenti parole: “dobbiamo rompere un silenzio durato troppo a lungo e ognuno deve riconoscere la sua parte di colpa. Non dobbiamo tacere. Dobbiamo assumerci la responsabilità di aver negato o teso ad ignorare la verità per pregiudiziali ideologiche e cecità politica, e di averla rimossa per calcoli diplomatici e convenienze internazionali”.

Certamente fra la più complesse vicende del confine orientale rientrano le persecuzioni del fascismo, nei confronti di sloveni e croati: chiusara delle scuole, delle Associazioni ricreative, sportive e culturali, cambiamento dei nomi geografici, italianizzazione di parecchi cognomi. Il tutto per un progetto di assimilazione, peraltro non riuscito, della popolazione slovena e croata. Inoltre, le successive violenze e uccisioni, avvenute durante la guerra, hanno determinato ostilità e rancore nelle popolazioni della Jugoslavia.

I confini vennere fissati dal trattato di Rapallo nel novembre 1920 e dal trattato di Roma del gennaio 1924, ove venne definita la questione di Fiume. All’interno dei confini erano presenti significative minoranze. Lo scoppio della seconda guerra mondiale portò a lutti e sofferenze, accentuate dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, caratterizzato dal disfacimento dell’Esercito Italiano. Tra i primi di settembre ed i primi di ottobre i partigiani di Tito occuparono tutta l’Istria (ad eccezione delle città di Pola, Fiume e Trieste) ed in quei territori iniziarono una serie di vendette, uccisioni e violenze, in particolare per coloro che rappresentavano lo Stato Italiano: Carabinieri, Guardie di Finanza, insegnanti, bidelli, postini e più in genere persone di sentimenti italiani. In tale periodo furone centinaia le vittime.

Con la fine della guerra, nel maggio 1945, l’Esercito Jugoslavo occupò tutta l’Istria, Fiume, Trieste e Gorizia. Iniziarono giorni di sfrenate violenze, dirette non solo ai fascisti ma anche a coloro che vennero definiti “nemici del popolo”. Persecuzioni ed uccisioni e, altresì, sfiancanti marce per raggiungere i campi di prigionia jugoslavi. In quel periodo migliaia di italiani persero la vita. Queste violenze, persecuzioni e fatti oscuri, come la sparizioine di un vicino di casa, naturalmente impaurirono la popolazione italiana che incominciò a lasciare la propria terra, fatto poi accentuatosi a seguito del Trattato di Pace. Il 90% della popolazione italiana abbandonò il territorio ove era sempre vissuta. Circa in 70/80 mila andaro all’estero: Australia, Stati Uniti, Canada, Uruguay ed altre mete ancora. I rimanenti trovarono rifugio, in un’Italia che portava ancora i segni della guerra, in uno dei 109 campi profughi, ove molti rimasero per lunghi anni. Tutti poi si integrarono perfettamente nella società ove vennero a trovarsi, nel rispetti delle leggi e del prossimo, anche se, specialmente all’inizio, accanto a momenti di solidarietà, si ebbere contestazioni nei confronti degli esuli dall’Istria, Fiume e Dalmazia.

Il cantautore Simone Cristicchi in alcuni versi della canzone “Magazzino 18” ha pienamente centrato quel momento storico: ci chiamavano fascisti / eravamo solo italiani / italiani dimenticati / in qualche angolo della memoria / come una pagina strappata / dal grande libro della storia

Questo il programma a Ferrara, presentato in una conferenza stampa presso la residenza municipale

DOMENICA 9 FEBBRAIO 2020 – ORE 10,30 Ferrara – Basilica di San Francesco Via Terranuova/angolo Via Savonarola Alla Santa Messa domenicale, celebrata da Mons. Paolo Valenti – Vicario Episcopale, Rettore del Seminario a Parroco della Beata Vergine Addolorata – saranno ricordate le genti dell’Istria, Fiume e Dalmazia, costrette ad abbandonare il loro suolo, ove da secoli erano presenti, nel secondo dopoguerra. Lettura finale della “Preghiera per l’Infoibato”, scritta da Sua Eccellenza Mons. Antonio Santin, vescovo della Diocesi di Trieste e Capodistria dal 1938 al 1975.

LUNEDI’ 10 FEBBRAIO 2020 – ORE 12,00 Ferrara – Rotonda confluenza Corso Isonzo Corso Piave-Via Ripagrande-Via Piangipane Omaggio ai Martiri delle Foibe, cui è intitolata la Rotonda. Deposizione di una corona di alloro, alla presenza di Autorità, Associazioni, Cittadinanza ed una rappresentanza di Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati.

LUNEDI’ 10 FEBBRAIO 2020 – ORE 16,00 Municipio di Ferrara – Sala Arengo – Piazza Municipale, 2. Incontro di una rappresentanza degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati con il Prefetto di Ferrara Dott. MICHELE CAMPANARO ed il Sindaco di Ferrara Ing. ALAN FABBRI, le Autorità, la Cittadinanza. Partecipazione del Conservatorio di Musica “Girolamo Frescobaldi”.

MARTEDI’ 18 FEBBRAIO 2020 – ORE 17,00 Ferrara – Biblioteca Ariostea – Sala Agnelli Via Scienze, 17. Presentazione del libro “QUANDO I RICORDI DIVENTANO RICETTE”. Cucinare è un’arte trasversale dove si intrecciano cultura storia e tradizioni. In questo libro Marisa Antollovich attraverso la descrizione dei prodotti della gastronomia istriana racconta in cinquanta ricette la storia di un popolo in esilio. Le ricette visionate dal cuoco Alex Tuzzi sono corredate da tabelle dietetiche curate dal prof. Edgardo Canducci e dalla proff.ssa Bruna Ravani. A cura della Dott.ssa Marisa Antollovich – Esule da Parenzo.

SABATO 22 FEBBRAIO 2020 – ORE 16,00 Ferrara – Palazzo Bonacossi Via Cisterna del Follo, 5 Tradizionale concerto del Conservatorio Musicale di Ferrara “Girolamo Frescobaldi”, in occasione del “Giorno del Ricordo 2020”.

VENERDI’ 28 FEBBRAIO 2020 – ore 10,30 Ferrara – Istituto “Vergani-Navarra” Via Sogari, 3. Incontro con studenti dell’Istituto – che dal 1945 al 1949 fu adibito a campo profughi – aperto alla cittadinanza.
Testimonianza della signora Luciana Miani, esule da Piemonte d’Istria, proiezione del documentario “ESODO” e conclusioni di Flavio Rabar, esule da Fiume, presidente del Comitato di Ferrara dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.

MERCOLEDI’ 4 MARZO 2020 – ORE 21,00 Ferrara – Museo del Risorgimento e della Resistenza Corso Ercole I d’Este, 19 In collaborazione con l’Associazione Culturale di Ricerche Storiche “Pico Cavalieri”, il Prof. Giovanni Stelli, Presidente della Società di Studi Fiumani di Roma, terrà una conversazione su: FIUME: dal “Natale di Sangue” – 24 dicembre 1920 all’annessione all’Italia – 27 gennaio1924.

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