Goro, il taglio dello scanno per “far lavorare una fabbrica a cielo aperto”

06 sacca goro futuroTre cantieri aperti nella Sacca di Goro per il taglio dello scanno.

Lavori che consentiranno l’afflusso di acqua dal mare ed evitare l’anossia, la mancanza di ossigeno, che causa la morìa di vongole provocando ingenti danni economici. Un progetto realizzato grazie ad un importante finanziamento europeo.

Aumentare la circolazione idrodinamica nella Valle di Gorino, per potenziare il moto dei liquidi e dell’acqua ed evitare le crisi di anossia, ovvero la mancanza totale di ossigeno, che causa la morte della vongole.

E’ questo il primo obbiettivo del progetto Life Agree per la gestione della Sacca di Goro, che ha visto in queste ore il culmine dei lavori nella realizzazione di un collegamento tra il mare e la valle attraverso lo scavo di canali. Sono tre i cantieri funzionanti nella Sacca, Hanno il compito di risezionare circa 6 chilometri di canali già esistenti e di costruirne altri km 4 ex novo con l’obbiettivo di togliere circa 500mila metri cubi di sedimenti. Questi ultimi sono la causa principale di occlusione della Punta dello Scanno, una bocca secondaria che per colpa dell’accumularsi dei sedimenti limita la circolazione idrodinamica interna alla sacca. Una mancanza di ossigeno che, a ridosso delle concessioni dove si coltivano le vongole, favorisce lo sviluppano di macroalghe, provocando ingenti danni ambientali ed economici.

I lavori sono realizzati dal Co.sa.go, il Consorzio Sacca di Goro, nato nel 2015, che raggruppa 1220 pescatori di 24 Cooperative. Gli interventi sono progettati dal Comitato di gestione Sacca di Goro, che raggruppa Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ferrara, Comune di Goro, Parco del Delta del Po e le Associazioni della pesca. Comitato che cerca di gestire i difficili equilibri, fra attività economiche, ambiente, turismo e difesa della costa in un’area di 26 kmq.

A partire dall’attività di molluschicoltura, in primis la vongola di Goro, che conta 1.400 addetti ed un fatturato annuo che varia dai 50 ai 70 milioni di euro. Una ‘fabbrica a cielo aperto‘ nella quale trova sostentamento l’intera comunità. Ma a ridosso della Sacca c’è anche turismo, quello balneare a Lido di Volano con 15 stabilimenti e quello ecosostenibile della Valle di Gorino che conta circa 30mila presenza l’anno. E poi la navigazione con 700 imbarcazioni da pesca e 150 da diporto dislocate sui tre porti esistenti: quello turistico a Goro, quello comunale a Gorino e il porto regionale a Comacchio. Infine la consapevolezza di essere all’interno del Parco Regionale del Delta del Po, con una parte dello scanno considerata Riserva Naturale dello Stato e, da poco più di un anno, un’area divenuta Riserva del Mab dell’Unesco

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