Cinque decessi da covid-19 a Ferrara nel week-end. Tre erano guariti – VIDEO

osco posti lettoE’ di oggi la notizia – comunicata dal DIPARTIMENTO DI SANITA’ PUBBLICA delle Aziende Sanitarie ferraresi alla Regione di cinque decessi Covid 19 avvenuti nel week end a Ferrara.

Tutti i pazienti deceduti erano ricoverati in ospedali della provincia, tutti erano pazienti molto anziani con patologie pregresse.

Tre di questi, deceduti sabato scorso, erano stati dichiarati  guariti dall’infezione, mentre le due pazienti di 92 e 86 anni di Terre del Reno, una ricoverata  all’ospedale del Delta, l’altra all’ospedale di Cona,  decedute domenica, cioè ieri,  risultavano positive al virus. Entrambe erano ricoverate da molte settimane.La notizia, in sé dolorosa e tale da indurre a tenere ancora alta la guardia sulla pericolosità del virus, appare particolarmente inquietante perché ci dice che si può morire anche dopo la guarigione dall’ infezione.

Per le due pazienti di 86 anni e 92 anni rispettivamente di Poggio Renatico e di Pieve di Cento ricoverate, l’una da circa un mese all’ospedale di Argenta, l’altra al Delta da più di due mesi e per il paziente di Pieve di Cento, di 93 anni,  ricoverato appena il 18 maggio scorso all’ospedale di Cento, la morte, infatti,  è avvenuta dopo la diagnosi di guarigione da covid 19, formulata dopo l’effettuazione dei due tamponi che consentono, se negativi, come indica l’Istituto Superiore di Sanità, di dichiarare guarito chi si era infettato.

Il virus non era più presente nel loro organismo, tuttavia la loro morte è stata registrata, come indica il Ministero della Sanità, come una morte “Covid”, perché ad oggi, fra le tante cose che ancora restano oscure al mondo scientifico e medico su questo coronavirus, c’è anche il fatto che non si sa se e come e per quanto tempo   la patologia innescata dal virus  possa incidere sulle condizioni dei pazienti non più portatori del virus.

Né si sa quanto le complicazioni a carico dei vari organi possano incidere sulle patologie pregresse, fino a diventare letali per alcuni pazienti.

Le domande portate  all’attenzione dell’opinione pubblica qualche settimana fa soprattutto dai medici della Riabilitazione, che si occupano dei pazienti “post covid” e dagli specialisti di  Pneumologia, impegnati a riportare alla normalità, fin dove possibile, i polmoni colpiti dalla polmonite interstiziale, ancora non hanno risposte scientificamente accertate.

Ragione per cui il Ministero della Sanità continua a dichiarare “Covid”, le morti che si verficano anche su pazienti risultati negativi ai due tamponi effettuati dopo la malattia, .

D.B.

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