Guerra al bracconaggio, per i pescatori di frodo sequestro e confisca dei veicoli

pesca frodo“Benissimo la nuova legge sul bracconaggio, anche se prima di un giudizio definitivo aspettiamo di leggere il testo perché sarà quello che potremo applicare”. E’ il commento del comandante della polizia provinciale di Ferrara, Claudio Castagnoli, dopo la stretta contro i pescatori di frodo, che prevede anche la confisca dei veicoli, decisa dalla Regione Emilia-Romagna

“Molto soddisfatto che l’approvazione sia stata dalla maggior parte dei partiti in assemblea legislativa, quindi trasversale, a conferma che perché la legalità deve essere patrimonio di tutti”. E’ il commento a caldo di Claudio Castagnoli, comandante della polizia provinciale di Ferrara, dopo la stretta contro il bracconaggio decisa dalla Regione Emilia-Romagna

Da sempre in prima linea, insieme ai suoi colleghi, per una battaglia spesso ìmpari contro i pescatori di frodo che da anni stanno depauperando i 4mila chilometri di corsi d’acqua, tra fiumi e canali della provincia estense, la polizia provinciale ha inflitto sanzioni pari a 110mila euro, anche se nelle casse dell’erario ne sono entrati appena 7mila.

Il motivo è semplice: i pescatori sanzionati sono sopratutto Lipoveni, un gruppo etnico slavo (di circa 40mila persone) di origine russa, provenienti dal Delta del Danubio, dalla zona di Tulcea, in Romania. Da qui sono stati allontanati per i loro metodi altamente invasivi: reti lunghe centinaia di metri, scariche elettriche, diserbanti sparsi in acqua per far affiorare il pesce. Predoni emigrati nelle zone del Delta del Po, tra le province di Ferrara, Rovigo e Mantova, che razziano di notte, fanno strage di carpe e «siluri» (sfilettati e congelati sul posto) e poi scompaiono prima dell’alba a bordo di furgoni, diretti in madre patria, quindi irraggiungibili per la riscossione di multe e sanzioni.

Ma con la nuova legge entrata in vigore ci sarà invece la possibilità di sequestrare veicoli e attrezzature. O almeno è quello che si aspetta la polizia provinciale. Perché appena la nuova legge entrerà in vigore si dovrà approvare anche il regolamento che ne definisce le regole nel dettaglio. Come ad esempio quello di sospendere la pesca, per lasciare il tempo della riproduzione delle specie, già dal 15 aprile, perché “il pesce va in frega molto prima, fino al 15 giugno” spiega Castagnoli.

Nella nuova legge, la polizia provinciale, spera anchedi trovare l’istituzione di un fondo ad hoc per le spese di smaltimento del pesce morto, non più idoneo al consumo alimentare, aperto a tutte le forze di polizia, rendendo così più incisivi gli interventi di sequestro e confisca dei veicoli.

Ma sopratutto per applicare la nuova legge servirà potenziare la vigilanza ed il controllo dei territori che potrebbero essere affidati alle polizie provinciale “ma per poterlo fare servono risorse economiche ed umane, oltre ai contributi alle guardie volontarie” conclude Castagnoli.

One Comment

  1. Michele Borghesan says:

    Il Danubio l hanno svuotato. Salviamo le acque italiane. Stato e regioni complici dei delinquenti. Divieto assoluto di pesca non sportiva su tutte le acque dolci. Sequestro di veicoli attrezzature, galera da 1 a 2 anni, multe salate a chi da alloggio ai pescatori di frodo etichetta sui pesci di acqua dolce provenienti da allevamenti in caso contrario multe all acquirente.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


 
137 queries in 1,183 seconds.