‘Igor’: un anno dopo la tragedia. Tra caccia all’uomo e lati oscuri

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Norbert Feher (foto da Facebook)

8 aprile 2017 – 8 aprile 2018: domani sarà passato un anno dall’uccisione di Valerio Verri da parte di ‘Igor’, alias di Norbert Feher, il plurimocida ora in carcere in Spagna.

E’ passato un anno dalla più grande caccia all’uomo mai vista nel ferrarese.

Erano quasi le ore 19 dell’8 aprile 2017 quando il serbo Norbert Feher alias ‘Igor Vaclavic’ esplose i colpi di pistola fatali contro Valerio Verri, la guardia ambientale volontaria, e contro Marco Ravaglia, agente della Polizia Provinciale vivo per miracolo. Fino a quell’ora era stato un sabato pomeriggio soleggiato e tranquillo anche se c’era tensione tra Ferrara e Bologna, era già passata una settimana dall’omicidio del primo aprile del barista di Budrio, Davide Fabbri, ucciso dopo una rapina finita male.

Norbert Feher era già ricercato. La caccia all’uomo al confine tra le province di Ferrara e Bologna, dopo la tragedia nel Mezzano a pochi chilometri da Portomaggiore, assunse così dimensioni mastodontiche. Centinaia i carabinieri, gli agenti e le forze speciali in azione tra le campagne e le valli dell’argentano fino a Molinella. I giorni proseguivano sempre più in un clima di irrealtà nella zona rossa, con posti di blocco e blitz che si susseguivano, avvistamenti senza fondamenta e la fobia tra gli abitanti e i residenti, ma di ‘Igor’ nessuna traccia. Gli ultimi ad averlo visto, poche decine di minuti dopo l’uccisione di Verri e il ferimento di Ravaglia, furono un manipolo di carabinieri nei pressi di Argenta, un episodio che ha fatto discutere a tutti i livelli.

Per otto lunghi mesi, ‘Igor’ si dileguò, diventando sempre più un fantasma, la zona rossa tra Argenta e Molinella venne smilitarizzata pian piano nel corso delle settimane, poi l’oblio, fino al 15 dicembre scorso quando in Spagna, dopo altri tre morti, due poliziotti della guardia civile e un agricoltore, il pluriomicida venne fermato. A Terruel, 170 chilometri da Saragozza, la fuga di ‘Igor’ finì in carcere.

‘Igor’e il Cappellano del carcere in una foto postata sul profilo Facebook del serbo nell’agosto 2015

Nel corso dei mesi di latitanza, si ricostruì il passato dell’uomo più ricercato: nel 2007 il primo arresto a Rovigo per rapina. Nel 2010 torna in cella per altre rapine, dopo quattro anni esce. Coinvolto anche con la banda che poi uccise Pierluigi Tartari, ‘Igor’ è indagato per un terzo omicidio in Italia, quello nel ravennate della guardia giurata Salvatore Chianese.

A fine marzo di quest’anno, il pluriomicida ha incontrato i magistrati italiani nel carcere spagnolo, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Gli inquirenti sono ancora alla ricerca dei complici che hanno coperto la sua fuga dalla zona rossa e che lo hanno aiutato a raggiungere la Spagna.

In attesa di novità investigative e giudiziarie, esattamente un anno dopo, nel ferrarese, rimane il dolore della famiglia di Valerio Verri, che continua a combattere per ottenere tutta la verità sulla morte della guardia volontaria, e rimangono le ferite ancora evidenti riportate da Marco Ravaglia, che ogni giorno lotta per guardare avanti.

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