‘Igor’ troppo pericoloso: trasferito nel carcere di Saragozza in Spagna

igorNorbert Feher, il 36enne serbo conosciuto anche come Igor il Russo, accusato di almeno cinque omicidi fra la Spagna e l’Italia è stato trasferito in mattinata, come riportano i media spagnoli, nel carcere di Zuera di Saragozza.

Il trasferimento, cominciato poco dopo le 8 e completato alle 10.30, si è reso necessario perché la prigione di Teruel, dove era detenuto, non era adatta alla custodia di un criminale della sua pericolosità e per questo si è reso necessario il trasferimento in un carcere di massima sicurezza, come, appunto, quello di Saragozza.

  • Martedì 19 dicembre ore 17.45 – Killer andrà in carcere massima sicurezza

Norbert Feher, il pluriomicida arrestato in Spagna, conosciuto anche come Igor il Russo, sarà trasferito dalla prigione di Teruel, dove è detenuto, al carcere di Zuera a Saragozza, dove le misure di sicurezza sono sensibilmente rafforzate.

Lo riportano i media spagnoli, secondo i quali il trasferimento dovrebbe avvenire in giornata.

I responsabili del penitenziario avevano infatti espresso preoccupazione per la pericolosità di Igor e sollecitato il suo trasferimento in un’altra prigione. Il carcere di Teruel, infatti, non sarebbe adeguato alla custodia di un detenuto della sua pericolosità, anche se da quando è arrivato in carcere si è mostrato tranquillo e freddo, senza dimostrare sensi di colpa o pentimento.

  • Martedì 19 dicembre ore 10.45 – ‘Igor’ in isolamento

igor carcerePrima notte in carcere per ‘Igor il russo’, domenica sera, il killer in realtà serbo e accusato di sei omicidi tra Italia e Spagna.

L’indagato è in custodia cautelare e, come riferisce online Heraldo de Aragon, è detenuto in isolamento, sorvegliato da due agenti, giorno e notte.

Non si esclude che a breve possa essere trasferito dalla cittadina aragonese ad un altro penitenziario. Norbert Feher, spiega il sito citando alcune fonti, “ha dormito in modo completamente normale”. Dopo aver risposto ieri sera ad alcune domande di procedura, è stato portato in una cella di sette-otto metri quadri, in condizioni di sicurezza massima. Il bagno è dentro la cella e ha una finestra con le sbarre. Per consegnare i pasti al detenuto non è necessario aprire la porta. E’ sempre vigilato da due funzionari e quando esce nel cortile interno, nei momenti previsti, si aggiungono altri due uomini. Anche in quel momento non ha nessun contatto con gli altri detenuti. Per liberare l’ala dove c’è Feher sono stati spostate sei persone che la occupavano in precedenza.

L’OMBRA DI ‘IGOR’ SU ALTRI DUE OMICIDI. Le autorità spagnole, intanto, stanno valutando il coinvolgimento di ‘Igor’ in altri due omicidi a Susqueda, in Catalogna, avvenuti il 24 agosto scorso. Periodo che non combacerebbe, però, con quanto testimoniato dal killer che avrebbe detto di trovarsi in Spagna da settembre. Gli inquirenti spagnoli stanno ancora indagando su questo duplice omicidio, vittima una coppia di giovanissimi, e non escludono un coinvolgimento del serbo anche se, al momento, parrebbe improbabile.

  • Lunedì 18 dicembre ore 18.45 – ‘Igor’ interrogato

Il giudice della corte di Alcaniz ha disposto nei confronti di Norbert Feher, il killer di Budrio e Portomaggiore, la custodia cautelare in carcere per i tre omicidi del 14 dicembre a El Pentorillo, dove sono morti gli agenti della Guardia Civil Víctor Romero e Víctor Jesús Caballero e l’allevatore José Luis Iranzo, e per due tentati omicidi del 5 dicembre, quando in una rapina sono rimaste ferite due persone.

La custodia in carcere, decisa dopo l’udienza di convalida, è senza cauzione.

I due feriti sono un fabbro e il proprietario di una casa di campagna nella zona di Albalate del Arzobispo, non lontano dal luogo del triplice omicidio, che si erano imbattuti nel latitante. ‘Igor’, nelle foto pubblicate su alcuni media spagnoli mentre viene scortato dalla Guardia Civil fuori dal palazzo di giustizia, appare con barba, jeans, maglietta nera a maniche corte.

Video da “El Mundo”

 

Norbert Feher, noto come ‘Igor il russo’, ha accettato, non opponendosi al mandato di arresto europeo, di essere consegnato in Italia per essere processato per gli omicidi commessi ad aprile tra bolognese e ferrarese.

Lo ha fatto, rispondendo in italiano, alle domande del giudice spagnolo, Carmen Lamela nel corso dell’interrogatorio, tenuto in videoconferenza, per l’udienza di convalida del suo arresto in Aragona. Secondo quanto filtra da ambienti investigativi italiani l’eventuale consegna avverrà dopo i processi per i tre omicidi – di due agenti della Guardia Civil e di un allevatore – avvenuti in Spagna lo scorso 14 dicembre. Nell’interrogatorio il latitante, fuggito dall’Italia otto mesi fa, ha detto di essere in Spagna da settembre.

L’udienza si è tenuta nel tribunale di Alcaniz, nella provincia di Teruel dove stati commessi gli omicidi. In videoconferenza lo ha interrogato il giudice dell’Audiencia Nacional di Madrid, competente – come in Italia le Corti di Appello – per i mandati d’arresto europei come quello emesso nei confronti del killer di Budrio e Portomaggiore. ‘Igor’ avrebbe aggiunto che da settembre in avanti, cioé da quando a suo dire si trova in Spagna, non ha lavorato. Gli investigatori ritengono che nell’ultimo mese sia stato tra Valencia e la zona dell’Aragona in cui è stato arrestato, un’area in cui sono stati segnalati diversi furti in casolari agricoli, di prosciutti o altri generi alimentari. La Guardia Civil stava cercando una banda di romeni, ma il responsabile potrebbe essere lo stesso Feher. Ora anche questi elementi saranno condivisi tra i carabinieri e le forze di polizia spagnole

Il pubblico ministero bolognese, Marco Forte, ha inoltrato ai magistrati la richiesta di inviare il file con la registrazione audio dell’udienza avvenuta in mattinata: la voce del latitante serbo è uno degli elementi che mancava agli inquirenti italiani che indagano da oltre otto mesi sugli omicidi del barista di Budrio, Davide Fabbri e della guardia ecologica volontaria, Valerio Verri, di cui è accusato il 36enne.  Un altro aspetto su cui gli investigatori italiani si stanno coordinando con i colleghi spagnoli riguarda le analisi del materiale informatico trovato nello zaino di ‘Igor’ e sequestrato. Militari del Ros che si sono occupati di questo tipo di indagini nei mesi scorsi sono in Spagna per avviare questo tipo di lavoro. Se non ci saranno impedimenti si pensa di avere risposte significative nel giro di una settimana.

LA FUGA. Il fuggitivo – secondo la ricostruzione ufficiale fornita dagli investigatori spagnoli ai carabinieri italiani sulla dinamica dell’arresto avvenuto nella notte tra il 14 e il 15 dicembre – sarebbe stato ‘preso’ vivo perché uscito di strada con il pick-up che aveva appena rubato e, per questo, svenuto. Feher era stato catturato in Aragona, nel comune di Cantavieja alcune ore dopo aver ucciso a El Ventorillo un allevatore e due agenti della Guardia Civil che stavano indagando su alcune rapine commesse nei giorni precedenti. Quando si era trovato di fronte i due agenti aveva fatto fuoco e ha ucciso, come era successo in Italia con Verri. Se non fosse svenuto, sono convinti gli investigatori, avrebbe continuato a lottare con le armi: aveva con sé due pistole e altre due le aveva rapinate agli agenti, finiti vittime dei suoi colpi.

“Nutriamo rispetto profondo per la magistratura e per tutte le forze dell’ordine. Proprio per questo rispettiamo il messaggio che lei, con il comandante dei Carabinieri affianco, ci avete voluto mandare. È andato tutto bene, è stato fatto tutto benissimo, chiudiamola qui. Grazie, abbiamo capito. Non siamo d’accordo”.

Procuratore Giuseppe Amato

Procuratore Giuseppe Amato

PARLANO I FIGLI DELLA GUARDIA ECOLOGICA VOLONTARIA UCCISA. In una lettera inviata ad alcuni media, i figli di Valerio Verri, guardia ecologica volontaria vittima l’8 aprile di Norbert Feher, si rivolgono così al procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, tornando sulle sue parole in conferenza stampa nel giorno dell’arresto in Spagna del serbo. “Abbiamo assistito – scrivono Francesca e Emanuele Verri – alle conferenze stampa da lei tenute con a fianco proprio il comandante dei Carabinieri di Ferrara. Abbiamo ascoltato i complimenti che Lei gli ha rivolto dicendo che aveva fatto tutto bene”. In fin dei conti, concludono più avanti, “si tratta solo di nostro padre, operaio in pensione, volontario vittima del proprio dovere. Già, lui sì”.

I Verri spiegano di aver scelto di scrivere a Amato attraverso la stampa “perché tutto quello che riguarda l’assassinio di nostro padre ci è stato comunicato dai mezzi di informazione”. Il volontario “è stato ucciso da Igor l’8 aprile scorso mentre si trovava a bordo di un’auto della polizia provinciale. Stavano perlustrando la zona rossa con l’immagine di Igor sul telefonino e l’avvertenza che se lo avessero visto avrebbero dovuto chiamare i Carabinieri. Lo hanno effettivamente incontrato e sappiamo tutti come è finita. La zona rossa è stata poi subito chiusa ed il servizio interrotto”. Ricordano quindi di aver “chiesto alla Giustizia il perché ciò non sia stato fatto prima”.

I figli di Valerio Verri

I figli di Valerio Verri

La zona rossa, infatti, “è stata chiusa dal Prefetto ed il servizio interrotto solo dopo l’uccisione di nostro padre. Prefetto e Questore hanno detto che non erano stati informati dal comandante dei Carabinieri della presenza in quel luogo di Igor. Le battute per la sua caccia proprio in quella zona erano ogni giorno su tutti i quotidiani locali ed in tv. Se quella zona fosse stata chiusa e il servizio interrotto nostro padre sarebbe vivo”. La Procura di Ferrara ha chiesto l’archiviazione “dandoci ragione su questo ma aggiungendo che il comandante dei Carabinieri aveva detto di non sapere assolutamente della presenza di Igor in quei luoghi. Per noi questo non era esatto”. Feher, sottolineano ancora, “è stato arrestato in Spagna, dalla polizia spagnola, casualmente perché aveva avuto un incidente, e dopo aver ucciso altre tre persone”.

EX COMPAGNO DI CARCERE INTERROGATO. “Preoccupato di che? Ho fatto tutto quello che potevo per aiutare gli inquirenti”.

‘Igor’e il Cappellano del carcere in una foto postata sul profilo Facebook del serbo nell’agosto 2015

Lo dice all’ANSA, che lo ha contattato via Facebook, Luigi Scrima, ex compagno di carcere in Italia di Norbert Feher, il serbo 36enne arrestato in Spagna per 3 omicidi e ricercato in Italia per altri 3 delitti. Scrima – residente a Lugo, nel Ravennate – risulta essere una delle persone monitorate in questi mesi dagli investigatori che davano la caccia a ‘Igor’.

Proprio seguendo le tracce di Scrima, che non sarebbe indagato, erano arrivati in Spagna, a Malaga, anche se non è chiaro che tipo di contatti avesse il romagnolo nella città iberica né che collegamento ci sia con Feher, catturato in Aragona. “Non voglio saperne nulla”, si limita ad aggiungere Scrima sulla chat. In mattinata è previsto l’interrogatorio di Feher e continuano le indagini sui suoi ‘fiancheggiatori’. L’obiettivo è anche capire come abbia raggiunto la Spagna: tra le ipotesi quella che abbia fatto un tratto di viaggio su un pullman per pellegrini.

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