Igor ancora in fuga, quinto giorno di ricerche

L’uomo che ha ucciso il barista di Budrio e la guardia volontaria ambientale a Portomaggiore è lo stesso killer. E a dirlo è un esame del dna realizzato dai carabinieri del Ris sulle tracce ematiche ritrovate in questi giorni dopo i delitti commessi da Igor Vlacavic detto il russo” o Norbert Feher, il serbo.

 

Quinto giorno di caccia del killer e ancora si cerca. Si perlustra tutto il territorio che sta fra Argenta e Molinella. Ma sopratutto si cercano le sue tracce nei boschi e nelle acque che si trovano all’interno della Valli di Campotto. Area rossa in cui ieri è stato scoperto anche che ad un contadino locale manca all’appello una piccola imbarcazione per la pesca.

I corpi speciali continuano a setacciare l’area ma intanto gli esiti sono soltanto la scoperta di tracce del fuggitivo.

E in queste ore prende sempre più piede l’ipotesi che il ‘rambo al contrario’ possa trovare i suoi nascondigli nelle tane degli sitrici.

In quella zona ce ne sono parecchi e questi animali sono in grado di scavare buche che possono arrivare a poco meno di due metri e a poco meno di 60 centimetri di larghezza.

Le ricerche intanto sono coordinate da un capitano che da domenica coordina i reparti speciali per la caccia all’uomo.

Si chiama Stefano Biasone ed è un parà formatosi in Afghanistan, che mercoledì sera a Molinella, nella caserma dei carabinieri dove si tiene il coordinamento interforze, ha spiegato come stanno procedendo le operazioni di ricerca.

Il killer infatti continua la sua macchia. E per stanarlo sarebbero stati utilizzati anche i droni, oltre agli elicotteri dell’Arma e ad altri mezzi sofisticatissimi in dotazione dell’Aeronautica militare di Poggio Renatico. Una zona che Igor il killer conosce da almeno due anni. “Un vantaggio” dunque rispetto a chi lo sta cercando, ha detto ieri alla stampa il capitano Biasone.

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